In aumento la sedentarietà in Italia

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In aumento la sedentarietà in Italia

In Italia sta aumentando il numero di persone sedentarie. Le persone fisicamente attive sono solo il 31%, il 33% le parzialmente attive, mentre le sedentarie raggiungono il 37%. Questo è quanto emerge dai dati della sorveglianza Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) 2017-2020.

La sorveglianza Passi raccoglie informazioni dalla popolazione italiana adulta (18-69 anni) sugli stili di vita, affrontando temi come il fumo, l’inattività fisica, il consumo di alcol e la dieta povera di frutta e verdura.

Le persone fisicamente attive vengono definite come coloro che svolgono 30 minuti di attività fisica moderata per almeno 5 giorni alla settimana, o almeno 20 minuti al giorno di attività intensa per almeno 3 giorni a settimana, oppure svolgono un’attività lavorativa che richiede un importante sforzo fisico. I “parzialmente attivi” sono coloro che praticano l’esercizio fisico nel tempo libero ma non ai livelli degli “attivi”. Chi non fa nessuna attività fisica è considerata “sedentario”.

La sedentarietà diventa più frequente con l’avanzare dell’età (32% fra i 18-34enni, 41% fra i 50-69enni), fra le donne e chi ha uno status socioeconomico più basso. In alcune regioni del Sud la percentuale supera anche il 50% (Campania e Sicilia).

La pandemia e il lockdown non hanno certamente facilitato la popolazione ad aumentare l’attività fisica, ma i dati Passi indicano due problemi fondamentali: il primo è la scarsa percezione del livello di attività fisica che si fa (1 adulto su 2 fra i parzialmente attivi, e 1 su 4 fra i sedentari, percepiscono come sufficiente il proprio impegno nel praticare attività fisica), mentre il secondo è la bassa attenzione degli operatori sanitari nei confronti di persone che dovrebbero fare più attività fisica. Infatti, solo 3 persone su 10 intervistate hanno ricevuto il consiglio di fare più sport.

Dunque potrebbe essere importante in questo senso la recente approvazione da parte della Conferenza Stato Regioni delle Linee di indirizzo sull’attività fisica. Revisione delle raccomandazioni per le differenti fasce d’età e situazioni fisiologiche e nuove raccomandazioni per specifiche patologie, redatto dal Tavolo di lavoro per la promozione dell’attività fisica e la tutela della salute nelle attività sportive.

Il documento approfondisce il tema dell’importanza dell’attività fisica nella prevenzione e nella gestione delle principali malattie croniche non trasmissibili (malattie cardio-cerebrovascolari, oncologiche, respiratorie e psichiatriche) quale “strumento terapeutico” necessario per migliorare lo stato di salute fisica e mentale, nonché per garantire un maggiore benessere della popolazione e una migliore qualità della vita.

Il documento include anche una riflessione su come “poter rimettere in moto” la popolazione nella fase post pandemica e su come poter costruire possibilità e opportunità di pratica dell’attività fisica tenendo conto anche degli ostacoli e delle restrizioni imposte dalla situazione emergenziale. La pandemia ha drasticamente ridotto le attività sportive soprattutto per quelle categorie più colpite dal lockdown come gli adolescenti, le persone con patologie e anziani. Anche se fare attività in casa ha permesso a molti di mantenere comunque uno stato di forma accettabile, l’attività fisica ha anche un importante ruolo sociale, e il documento auspica l’offerta ai cittadini più spazi dove poter svolgere sport.

Praticare attività fisica regolarmente e a ogni età significa fare una scelta di salute.

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