L’attività fisica e un sonno sano contribuiscono a mantenere il calo ponderale

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L’attività fisica e un sonno sano contribuiscono a mantenere il calo ponderale

Al Congresso della Società Europea dell’Obesità del 2022 è stato presentato uno studio che ha valutato l’effetto dell’attività fisica e del sonno sulla riduzione di peso in persone con obesità. I risultati hanno dimostrato che, chi svolgeva un esercizio fisico e dormiva bene, riusciva a mantenere meglio il calo ponderale ottenuto con la dieta.

Lo studio denominato S-LITE, randomizzato e controllato con placebo, ha arruolato 195 persone con obesità e con un Indice di Massa Corporea che variava da 32 a 43 kg/m2. Nella prima fase della ricerca, tutti hanno ricevuto una dieta a contenuto molto ridotto di calorie, che prevedeva l’assunzione di 800 kcal/giorno, per 8 settimane e hanno ottenuto in media un calo ponderale del 12%. Nella successiva fase di mantenimento della riduzione del peso, che è durata 12 mesi, i partecipanti sono stati divisi in 4 gruppi. Uno di essi (49 soggetti) ha ricevuto placebo, un altro (49 soggetti) è stato trattato con 3 mg al giorno del farmaco liraglutide, un altro (48 soggetti) ha svolto quattro sessioni settimanali di esercizio fisico e il quarto (49 soggetti) ha assunto la liraglutide e ha fatto la stessa attività fisica dell’altro gruppo. Sono stati impiegati degli actigrafi per verificare la durata del sonno prima e dopo la dieta e alla 26° e alla 52° settimana della fase di mantenimento del calo ponderale. Inoltre, si è usato un questionario denominato Indice di Pittsburgh della qualità del sonno (Pittsburgh Sleep Quality Index: PSQI) per misurare la qualità del sonno in occasione della selezione dei soggetti, al basale e alla fine dello studio. Dopo l’iniziale riduzione del peso, i partecipanti sono stati suddivisi in base alla durata media del sonno (meno di 6 ore o più di 6 ore per notte (o alla qualità del sonno (punteggio inferiore o superiore a 5 dell’indice della qualità del sonno di Pittsburgh). Un punteggio del PSQI inferiore a 5 corrisponde a una bassa qualità del sonno. I risultati hanno indicato che, al termine della fase dello studio che ha previsto la dieta ipocalorica, sono migliorate la qualità del sonno, di 0.8 punti del PSQI, e la durata, di 17 minuti per notte (p<0.0001). Al termine della fase di mantenimento del calo ponderale, le persone del gruppo che ha svolto le sessioni di attività fisica hanno mantenuto i miglioramenti della qualità del sonno che avevano ottenuto nella prima fase della ricerca, mentre i soggetti di tutti i gruppi che non hanno svolto l’esercizio hanno perso alcuni dei benefici precedentemente acquisiti. In particolare, per ogni punto in meno del PSQI c’è stata una differenza di significatività per p=0.02.  Per quanto riguarda la durata del sonno, dopo 12 mesi della fase di mantenimento, nelle persone che dormivano in media meno di 6 ore per notte si è osservato un aumento dell’Indice di Massa Corporea di 1.4 kg/m2, rispetto ai soggetti con durata del sonno notturno di 6-7 ore (p=0.02). La somministrazione di liraglutide non ha influenzato né la qualità né la durata del sonno. Infine, l’esercizio non ha modificato la durata del sonno.

Nelle conclusioni gli autori hanno messo in evidenza la relazione fra attività fisica, qualità del sonno e mantenimento del calo ponderale. Evidenze come quelle raccolte in questo studio confermano la necessità di intervenire efficacemente su tutte le abitudini di vita per ottenere i migliori risultati nella gestione del peso corporeo.   

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