Attività fisica, normopeso e fertilità

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Attività fisica, normopeso e fertilità

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L’attività fisica regolare e non eccessiva è un ottimo alleato nei confronti della salute umana; essa aiuta a mantenere in equilibro il sistema cardiocircolatorio, agisce positivamente sul trofismo muscolare, la postura e le articolazioni e aiuta a tenere a bada i livelli di colesterolo LDL e la glicemia. Altro beneficio che apporta è l’impatto positivo sullo stress, aiutandoci a scaricare tensioni e a controllare la deflessione dell’umore.

Un altro ambito della salute strettamente correlato alla pratica di una sana attività fisica, oltre che a una equilibrata dieta quotidiana, è la fertilità.

Il sovrappeso e l’obesità sono infatti nemici della fertilità, anche in caso di ricorso alla procreazione medicalmente assistita (PMA), in primis per le anomalie dell’ovulazione che spesso producono e in secondo luogo per le gravi complicanze che possono provocare in gravidanza [1].

Il peso influenza l’età del menarca e le alterazioni del peso corporeo si ripercuotono negativamente sulla capacità riproduttiva e sul decorso della gravidanza. Se il sottopeso può essere alla base del ritardo di crescita fetale e del parto prematuro, il sovrappeso e l’obesità possono provocare aborto, morte endouterina e alto peso alla nascita del feto, quest’ultimo responsabile spesso di complicanze anche gravissime al parto [2].

Le alterazioni del peso corporeo possono inoltre provocare anovularietà. La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), che nella maggior parte dei casi è alla base di sovrappeso e di accumulo di adipe nel distretto addominale, può essere corresponsabile di iperandrogenismo e dunque di anovularietà [3]. Al contrario, è stato osservato che la perdita di peso in donne affette da PCOS è in grado nella maggior parte dei casi di ripristinare un buon assetto ormonale e l’ovulazione [4].

L’obesità, inoltre, è strettamente correlata ad aborto, diabete gestazionale, pre-eclampsia, taglio cesareo, macrosomia fetale e morte endouterina [5].

L’obesità pregravidica è correlata a un maggior rischio per la salute del nascituro [6]. Infatti, il peso pregravidico sommato a quello acquisito in corso di gravidanza si ripercuote sul benessere del feto alla nascita e in epoca perinatale.

Uno studio caso controllo ha evidenziato come le donne nate da parto prematuro avrebbero un maggior rischio di sviluppare anoressia nervosa tra i 10 e i 21 anni di età [7].

Il peso corporeo può incidere anche sull’outcome dei trattamenti di PMA [8]. Poiché l’obesità è associata spesso a oligomenorrea e anovularietà [9], è anche connessa a maggiore possibilità di mancata risposta alla stimolazione con clomifene citrato [10] e maggiore possibilità di sospensione del ciclo di PMA a causa di sindrome da iperstimolazione ovarica [11] e minor recupero ovocitario al termine della tecnica [12].

Le donne che soffrono di obesità possono contribuire a migliorare la loro fertilità attraverso la perdita di peso controllata e modificando lo stile di vita [13].

L’eventuale perdita di peso in pazienti sovrappeso o obese deve essere monitorata strettamente da professionisti poiché nella popolazione generale è stato osservato che le donne che perdono il 10-15% del peso corporeo, equivalente al 30% di grasso corporeo, vanno in amenorrea [14].

La relazione tra attività fisica versus sedentarietà e rischio di sviluppare patologie è ben documentata [15]. È ben noto, ad esempio, l’impatto positivo di una sana attività sportiva regolare sull’apparato cardiovascolare e sulla capacità di perfondere gli organi corporei al meglio, ripercuotendosi così positivamente anche sulla fertilità [16].

Un importante parametro da tenere in considerazione nella valutazione del peso corporeo è il body mass index (BMI), che viene calcolato attraverso una specifica formula e il cui risultato è indicato sotto forma di numero: inferiore a 18,5 indica sottopeso, tra 18,5 e 24,9 è considerato normale, sopra il 25 sovrappeso, sopra il 30 obesità [17].

Come detto, il peso corporeo, strettamente dipendente da stile di vita, alimentazione e attività fisica, può avere effetti significativi sulla salute in generale, e in particolare sullo sviluppo di malattie cardiovascolari, diabete e infertilità [18]. Ricordiamo che anche il sottopeso è correlato a infertilità.

L’attività fisica non deve però essere eccessiva poiché quando il dispendio energetico eccede di gran lunga l’intake energetico quotidiano si vira verso un bilancio energetico negativo che può ripercuotersi sull’equilibro ormonale e su una alterata secrezione di gonadotropin-releasing hormone (GnRH) provocando così alterazioni del ciclo mestruale e anovularietà [19].

Si è visto anche che l’attività fisica praticata dal maschio almeno tre volte a settimana migliorerebbe i parametri del liquido seminale [20].

Concludendo, la salute è strettamente dipendente dalle nostre azioni e dal nostro stile di vita; stress psicofisico, fumo di sigaretta, abuso di sostanze stupefacenti e alcol, caffeina e inquinanti ambientali rivestono un ruolo negativo su di essa. Di contro, uno stile di vita sano, un’alimentazione corretta ed equilibrata, la pratica di un’attività fisica costante e non eccessiva possono dare un grande contributo nella preservazione della nostra salute e della fertilità.

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Bibliografia

  1. Chavarro JE, Ehrlich S, Colaci DS, et al. Body mass index and short-term weight change in relation to treatment outcomes in women undergoing assisted reproduction. Fertil Steril 2012;98(1):109-16.
  2. Davies MJ. Evidence for effects of weight on reproduction in women. Reprod Biomed Online 2006;12(5):552-61.
  3. Pasquali R, Casimirri F, Vicennati V. Weight control and its beneficial effect on fertility in women with obesity and polycystic ovary syndrome. Human Reprod 1997;12(suppl_1):82-7.
  4. Franks S, Kiddy D, Sharp P, et al. Obesity and polycystic ovary syndrome. Ann N Y Acad Sci 1991;626:201-6.
  5. Pettigrew R, Hamilton-Fairley D. Obesity and female reproductive function. Br Med Bull 1997;53:341-58.
  6. Nohr EA, Bech BH, Davies MJ, et al. Prepregnancy obesity and fetal death: a study within the Danish National Birth Cohort. Obstet Gynecol 2005;106(2):250-9.
  7. Cnattingius S, Hultman CM, Dahl M, Sparén P. Very preterm birth, birth trauma, and the risk of anorexia nervosa among girls. Arch Gen Psychiatry 1999;56(7):634-8.
  8. Rich-Edwards JW, Spiegelman D, Garland M, et al. Physical activity, body mass index, and ovulatory disorder infertility. Epidemiology 2002;13(2):184-90.
  9. Al-Azemi M, Omu FE, Omu AE. The effect of obesity on the outcome of infertility management in women with polycystic ovary syndrome. Arch Gynecol Obstet 2004;270(4):205-10.
  10. Shepard MK, Balmaceda JP, Leija CG. Relationship of weight to successful induction of ovulation with clomiphene citrate. Fertil Steril 1979;32(6):641-5.
  11. van Swieten EC, van der Leeuw-Harmsen L, Badings EA, van der Linden PJ. Obesity and Clomiphene Challenge Test as predictors of outcome of in vitro fertilization and intracytoplasmic sperm injection. Gynecol Obstet Invest 2005;59(4):220-4.
  12. Imani B, Eijkemans MJ, Faessen GH, et al. Prediction of the individual follicle-stimulating hormone threshold for gonadotropin induction of ovulation in normogonadotropic anovulatory infertility: an approach to increase safety and efficiency. Fertil Steril 2002;77(1):83-90.
  13. Clark AM, Ledger W, Galletly C, et al. Weight loss results in significant improvement in pregnancy and ovulation rates in anovulatory obese women. Hum Reprod 1995 Oct;10(10):2705-12.
  14. Frisch RE. Fatness, menarche, and female fertility. Perspect Biol Med 1985 Summer;28(4):611-33.
  15. Physical Activity Guidelines Advisory Committee, 2018.
  16. Nystoriak MA, Bhatnagar A. Cardiovascular effects and benefits of exercise. Front Cardiovasc Med 2018 Sep 28;5:135.
  17. Centers for Disease Control and Prevention. www.cdc.gov/obesity/adult/defining.html.
  18. Brannian JD. Obesity and fertility. S D Med 2011 Jul;64(7):251-4.
  19. Warren MP, Perlroth NE. The effects of intense exercise on the female reproductive system. J Endocrinol 2001;170:3-11.
  20. Vaamonde D, Da Silva-Grigoletto ME, Garcia-Manso JM, et al. Response of semen parameters to three training modalities. Fertil Steril 2009;92:1941-6.

 

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