Effetti di attività fisica e metformina su gravidanza, parto e salute del neonato

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Effetti di attività fisica e metformina su gravidanza, parto e salute del neonato

Un gruppo internazionale di esperti ha eseguito una metanalisi a rete per verificare, in donne gravide sovrappeso, l’effetto dell’attività fisica e della metformina sugli esiti della gravidanza e sulla salute del neonato. I risultati hanno indicato che l’esercizio riduce il rischio di macrosomia del neonato e la metformina, nelle donne obese, diminuisce la probabilità di ricorrere al parto cesareo.

Il sovrappeso e l’obesità sono un diffuso problema di salute pubblica e riguardano, nel complesso, circa il 40% delle donne. L’eccesso di peso aumenta il rischio che si presentino problemi durante la gravidanza, che vanno dal diabete gestazionale all’ipertensione gravidica. Inoltre, obesità e sovrappeso rendono più probabile nascite pre-termine, il ricorso al parto cesareo e la macrosomia del neonato, vale a dire la nascita di bambini di peso superiore a 4 kg o a 4.5 kg, a seconda della pubblicazione che si prende come riferimento. Si possono anche presentare problemi a lungo termine nei figli, in termini di aumento di frequenza di obesità e di diabete di tipo 2. Per quanto riguarda il parto cesareo, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, solo il 10% di quelli eseguiti sarebbero realmente necessari e, negli Stati Uniti, si è arrivati a percentuali del 18.5% di cesarei sul totale dei parti. Linee Guida internazionali hanno raccomandato di svolgere almeno 30 minuti al giorno di attività fisica da moderata a vigorosa. Tale attività può essere aerobica o combinata, cioé che comprende fasi di esercizio aerobico e fasi di esercizio di resistenza. Non è stato dimostrato che l’attività fisica possa prevenire macrosomia o parto cesareo. In passato, l’esercizio veniva sconsigliato durante la gravidanza se c’era un rischio di nascita pre-termine, ma più di recente alcuni autori ne hanno riportato possibili vantaggi. Infine, la metformina è stata proposta per il trattamento di donne gravide con diabete gestazionale, Sindrome dell’ovaio policistico e obesità. D’altra parte, pur essendo la metformina un farmaco con buona tollerabilità, i suoi benefici nelle donne non diabetiche non sono stati confermati in maniera definitiva. Pascual-Morena e colleghi hanno eseguito una metanalisi a rete per verificare gli effetti dell’attività fisica e della metformina nel prevenire i problemi della gravidanza e quelli sulla salute del nascituro comunemente associati all’eccesso di peso della madre. Dopo un’accurata selezione, i risultati di 15 ricerche sono stati inclusi nella metanalisi. L’esercizio combinato si è associato a una minore probabilità di nascita di neonati con macrosomia (rischio relativo=0.37; intervallo di confidenza al 95% 0.14-0.95) e l’esercizio aerobico si è correlato a un più basso peso alla nascita (differenza media: -96.66 gr; intervallo di confidenza al 95% -192.45, -0.88). La metformina ha ridotto il rischio di parto cesareo (rischio relativo=0.66; intervallo di confidenza al 95% 0.46-0.95) nella casistica complessiva e anche nel sottogruppo delle donne gravide con obesità, (rischio relativo=0.66; intervallo di confidenza al 95% 0.45-0.97).

Nelle conclusioni gli autori hanno evidenziato che, secondo i risultati della loro metanalisi, l’esercizio può ridurre il rischio di macrosomia nei figli di donne gravide con sovrappeso, mentre la metformina riduce la probabilità di ricorrere al parto cesareo nelle gravide obese. Hanno aggiunto che precedenti riscontri avevano dimostrato benefici più ampi dell’attività fisica in questo sottogruppo.                   

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