Assunzione abituale di alcol e rischio di fibrillazione atriale

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Assunzione abituale di alcol e rischio di fibrillazione atriale

Uno studio eseguito in Corea ha valutato la frequenza della fibrillazione atriale in giovani adulti che assumevano abitualmente quantità da moderate ad alte di bevande alcoliche. I risultati hanno indicato che tale livello di consumo di alcol ha aumentato il rischio di comparsa di fibrillazione atriale.

Le Linee Guida sulla gestione delle aritmie raccomandano interventi su tutti i fattori di rischio di sviluppo precoce di fibrillazione atriale, considerando la prognosi negativa di questa alterazione del ritmo dei battiti del cuore, una volta che si è sviluppata. Tra i fattori di rischio che meritano attenzione c’è anche l’assunzione abituale di bevande alcoliche, anche se è stata poco esplorata la relazione tra tale abitudine e la probabilità di comparsa della fibrillazione atriale, specialmente in adulti di età compresa tra 20 e 39 anni. Han e colleghi hanno quindi eseguito una ricerca mirata a valutare l’incidenza della fibrillazione atriale nei giovani adulti consumatori di bevande alcoliche. Utilizzando l’archivio di dati del Servizio di Assicurazione Sanitaria Nazionale, è stato eseguito uno studio di popolazione a livello nazionale su adulti di età compresa tra 20 e 39 anni. Nessuno di essi doveva aver avuto in precedenza episodi di fibrillazione atriale e dovevano essersi sottoposti a quattro verifiche annuali dello stato di salute tra il 2009 e il 2012. L’assunzione cumulativa di alcol su quattro anni è stata calcolata assegnando un punto per ogni anno nel quale erano state assunte quantità più che moderate, vale a dire ≥ 105 grammi di alcol per settimana. Inoltre, si è calcolato un carico cumulativo semi-quantitativo assegnando 0 punti ai soggetti che non bevevano, 1 punto a chi beveva poco (< 105 grammi per settimana), 2 punti per chi beveva in maniera moderata (105-210 grammi per settimana) e 3 punti a chi beveva molto (≥ 210 grammi per settimana). I dati sono stati analizzati a partire dal maggio 2021. Sono stati estratti dall’archivio di dati 1.537.836 partecipanti, di età media 29.5 anni ± 4.1 anni. Di essi, 1.199, dei quali il 71.5% era di sesso maschile, sono stati inclusi nell’analisi finale. Secondo il calcolo cumulativo dell’assunzione di alcol su 4 anni, 889.382 soggetti (57.8%) avevano un punteggio di zero, cioè non ne avevano assunto affatto, 203.374 (13.2%) avevano un punteggio di uno, 148.087 (9.6%) di due, 144.023 (9.4%) avevano un punteggio di 3 e 152.970 (9.9%) un punteggio di quattro, vale a dire che avevano assunto quantità almeno moderate di alcol per tutti e 4 gli anni Su un periodo di osservazione mediano di 6.13 (4.59-6.48) anni, le nuove diagnosi di fibrillazione atriale sono state formulate in 3.066 casi, vale a dire in 0.36 per 1000 soggetti-anno. I partecipanti con un consumo cumulativo corrispondente a 4 punti hanno avuto una probabilità aumentata del 25% di sviluppare una fibrillazione atriale, rispetto a chi aveva un punteggio di 0, cioè non beveva o aveva avuto un consumo di < 105 grammi per settimana sullo stesso periodo di tempo, con un rapporto di rischio compensato di 1.25; intervallo di confidenza al 95% 1.12-1.40. Con l’analisi semiquantitativa l’aumento del rischio di avere una fibrillazione atriale, per chi ha avuto un consumo costantemente elevato di alcol per 4 anni consecutivi rispetto ai non bevitori, è stato ancora maggiore, cioè del 47%: rapporto di rischio compensato 1.47; intervallo di confidenza al 95% 1.18-1.83.

Nelle conclusioni gli autori hanno evidenziato che i risultati del loro studio hanno dimostrato che avere un elevato consumo abituale di alcol aumenta sensibilmente il rischio di fibrillazione atriale anche nei giovani adulti.                 

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