Alcool, fumo e droghe: com’è cambiato il consumo fra i più giovani

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Alcool, fumo e droghe: com’è cambiato il consumo fra i più giovani

L’alcool, il fumo e le droghe sono ancora più diffusi fra i giovani, è quanto emerso da un’indagine di ISTAT presentata dal presidente professor Gian Carlo Blangiardo.

Per quanto riguarda l’alcool, nel 2020, il 18,2 per cento dei ragazzi e il 18,8 per cento delle ragazze fra gli 11 e i 17 anni hanno consumato almeno una bevanda alcolica all’anno. Soprattutto per le ragazze è un fenomeno in aumento rispetto al 2019. Il consumo resta comunque occasionale (17,6%). In questo gruppo d’età i ragazzi preferiscono bere birra (14,3%), seguiti da amari, aperitivi e superalcolici (12,4%), i prediletti, invece, dalle ragazze (13,5% – 12,2%).

Questa fascia colpisce soprattutto perché è “illegale”, la legge n° 189 del 2011, infatti, vieta la vendita di bevande alcoliche ai minori di 18 anni. Il 18,5 per cento rappresenta un valore alto, considerato che dovrebbe essere uguale a zero. Preoccupa ancora di più perché è frequente in questa fascia d’età il fenomeno del binge drinking (il 4,3%) praticato in discoteca e nei locali.

Tre giovani su quattro di età fra i 18 e i 24 anni hanno bevuto nel 2020 (il 73,5%), dato in aumento rispetto a dieci anni fa (il 69,1%). Sono le donne che dal 2010 al 2020 passano dal 60,3 al 69,7%. Anche in questo caso il consumo è occasionale (il 65,6%), ma la metà dei ragazzi fra i 18 e 24 lo consuma lontano dai pasti (il 50,5%). Due su 10 (il 18,4%) si ubriacano e capita più spesso agli uomini delle donne (22,1 vs 14,3), anche qui aumenta il binge drinking. Si ubriacano più spesso i giovani di 18-24 anni provenienti da famiglie di classe medio-alta.

Per quanto riguarda il tabacco, è consumato dal 6,3% dei giovani fra i 14 e i 17 anni. Il 18,7% dei maschi e il 12,5% delle femmine. Fra i 14 e i 24 anni si prediligono le sigarette (il 98%). Cala il consumo a favore delle sigarette elettroniche, il cui uso è in crescita (3,5% di consumatori, 6% maschi, 1,7% donne). Anche per il tabacco influisce molto il comportamento che i ragazzi vedono a casa. I genitori sono fondamentali per la condivisione di conoscenze, pratiche comportamentali, norme, valori e comportamenti a rischio. Il 35,1% dei ragazzi provenienti da famiglie con genitori fumatori consuma tabacco, rispetto all’11,5% di quelli cresciuti in famiglie senza fumatori. Lo stesso discorso vale per chi consuma bevande alcoliche: fra gli 11 e i 24 anni, i ragazzi cresciuti in famiglie con problemi di alcolismo hanno il 37,1% di mettere in pratica comportamenti a rischio.

Il rapporto dell’ISTAT riporta anche dati relativi agli incidenti causati da guidatori in stato d’ebbrezza e ricoveri in ospedale legati all’abuso di sostanze. Le statistiche sugli incidenti stradali sono rivelate da ISTAT, ACI insieme alle Regioni che aderiscono al protocollo di intesa nazionale e possono avvenire per inconvenienti, difetti e avarie o per condizioni legate allo stato psico-fisico alterato del conducente al quale spesso concorrono alcool e sostanze stupefacenti. Chi guida può rifiutare di effettuare il test per dimostrare lo stato di ebbrezza o uso di stupefacenti e non vengono rilevati nel caso di incidenti che coinvolgono un veicolo isolato e nei quali il conducente sia deceduto. I casi presi in considerazione coinvolgono uno o due veicoli.

Nel 2019, le circostanze che hanno portato a incidenti autostradali sono state 223.400, invariate rispetto al 2018. Il 38,2% è legato alla distrazione o al mancato rispetto delle regole del codice della strada. Si registra, invece, un aumento di incidenti causati dalla guida in stato di ebbrezza: dall’1,2 nel 2001 al 4% nel 2019, mentre quelli legati all’abuso di stupefacenti passano dallo 0,1 al 1,4%. Crescono anche nella fascia 15-24 anni: si va dallo 0,6 nel 2001 all’1,3% nel 2019. Si registrano più casi fra i 20 e i 24 anni e si passa dallo 0,8 all’1,7%.

La guida sotto effetto di sostanze stupefacenti, invece, aumenta soprattutto fra i 15 e i 24 anni: passando dallo 0,07 allo 0,63%. Secondo le informazioni delle violazioni del codice della strada raccolte da Carabinieri, Polizia Stradale e ACI, nel 2019 si sono registrate 42.485 infrazioni per guida in stato di ebbrezza e 5.340 per guida sotto effetto di stupefacenti.

Per quanto riguarda i ricoveri nel 2019, fino ai 34 anni di età su 2918 dimissioni, il 40 per cento è legato a problemi legati alla droga. Sono ricoverati prevalentemente uomini (nel 72 per cento dei casi: 2103 dimissioni contro 815) e nella metà dei casi hanno un’età compresa fra i 25 e i 34 anni, il 40% riguarda invece la fascia d’età 15-24.

Negli ultimi cinque anni, si è registrato il 44 per cento di ricoveri in più legati alla droga e si arriva al 49% nella fascia d’età compresa fra i 15 e i 24 anni. I ricoverati vivono per lo più nel Nord. Nel 50% dei casi si entra in ospedale per un consumo di sostanze miste o non specificate. Se analizziamo le singole sostanze, invece, sono più frequenti i ricoveri per i consumatori di cannabinoidi (il 9,7% contro il totale del 5,3%) meno frequenti quelli di oppioidi (il 14,4% contro il 19,9%) stabile, invece, il rapporto in relazione al consumo di cocaina (il 24,1% e il 23,3%). Le donne sono spesso ricoverate per consumo di sostanze miste, cocaina (20,4% per le donne e 25,6% per gli uomini), oppioidi (15,3% e 14,0%) e cannabinoidi (7,0% e 10,7%).

Nel 2018, in Italia, 70 decessi legati alla tossicodipendenza nei giovani fino ai 34 anni (61 uomini e 9 donne). Più recentemente si osserva una ripresa sia del numero assoluto dei decessi droga-correlati sia della proporzione di questi sulle morti fino a 34 anni (95 e l’85,3% sono uomini). Rispetto alle cause del decesso, anche in questo caso ci sono più morti al Nord. Il 34% dei decessi sopra i 35 anni d’età è causato da sostanze miste o ignote, allucinogeni (44%), oppioidi (17%) e cocaina (4%). In particolare, l’aumento del decesso legato agli oppioidi risulta evidente se si analizzano le cause multiple di morte (quando si muore per tossicodipendenza o avvelenamento da droga). Tra gli under 35 le morti causate da oppioidi sono passate da 9 nel 2014 al 20 (21%) nel 2018 aumentando del 122% in quattro anni.

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Fonte: ISTAT

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