Come affrontare l’allergia al latte di mucca nei bambini

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Come affrontare l’allergia al latte di mucca nei bambini

Un gruppo di esperti francesi ha pubblicato delle Linee Guida, sulla gestione nutrizionale dell’allergia al latte vaccino nei bambini, che contengono indicazioni sulla prevenzione di tale allergia e sulla gestione nutrizionale di questa condizione, finalizzata a prevenire le carenze eventualmente conseguenti all’abolizione del latte vaccino dalla dieta.

Il latte di mucca è una delle cause più frequenti di allergia alimentare nei bambini. I meccanismi attraverso i quali questa allergia si sviluppa possono coinvolgere o meno le IgE. Le reazioni che non coinvolgono le IgE sono, peraltro, molto variabili come meccanismo e manifestazioni non specifiche dei quadri allergici. Dupont e colleghi hanno pubblicato delle Linee Guida che forniscono indirizzi sia sulla diagnosi che sulla gestione di questa condizione. L’allergia al latte vaccino comporta, infatti, reazioni e quadri di diverso tipo, alcuni dei quali esulano dalle modalità di presentazione tipiche delle allergie, basti pensare alle forme che si manifestano sotto forma di stipsi. Qualsiasi sia il quadro che si presenta l’approccio principale per la gestione all’allergia al latte di mucca consiste nell’eliminazione dall’alimentazione del bambino delle proteine presenti in questo latte. Il problema maggiore, nell’affrontare un caso di allergia al latte vaccino, è quello che, sia la condizione in sé che il suo trattamento cioè l’eliminazione del latte dalla dieta, possono determinare ridotto accrescimento fisico, vuoi come altezza che come peso, e carenza di calcio nelle ossa. Se la madre di un bambino con questa allergia non può o non vuole allattarlo al seno si deve ricorrere a un latte artificiale specificatamente adattato alle necessità alimentari del soggetto allergico e questo approccio va mantenuto anche nell’infanzia e nell’adolescenza, se il problema persiste. Bisogna porre particolare attenzione alla scelta di un prodotto che combini la massima efficacia come prevenzione dell’allergia, con un ottimo apporto in termini di componenti nutrizionali. Nei bambini più grandi, se persiste l’allergia al latte di mucca, si può usare questo tipo di latte cotto a temperature elevate, almeno 120°, trattamento che spesso, ma non sempre, riduce la reattività allergica alla sua assunzione. Questo allevia, almeno in parte, i problemi costituiti dall’eliminazione totale di questo alimento. Soprattutto, è importante che la dieta di eliminazione sia prescritta e seguita nel tempo da professionisti competenti che la adattino alle esigenze nutrizionali del singolo bambino o ragazzo. Nelle Linee Guida si dedica particolare attenzione alla prevenzione dei rischi che l’eliminazione del latte di mucca dalla dieta comporta nella crescita e nel consolidamento delle ossa. Inoltre, la probabilità che l’osso subisca conseguenze negative dall’abolizione del latte dalla dieta aumenta sensibilmente se, nello stesso soggetto in cui si deve escludere il latte vaccino dalla dieta, sono presenti altri fattori di rischio, come ridotta esposizione al sole, carenza di vitamina D, uso di corticosteroidi e concomitanza di altre allergie alimentari,.

Le Linee Guida di Dupont e colleghi sull’allergia al latte di mucca sono molto utili a comprendere, non solo i problemi specifici nella gestione di questa condizione, ma, più in generale, la complessità dell’approccio che si associa all’eliminazione di un importante alimento dalla dieta. Questo problema si presenta in molte diete di esclusione e in tutte le età della vita.

Tommaso Sacco

Fonte: Nutritional management of cow’s milk allergy in children: An update; Archives de Pédiatrie, 2018 Apr;25(3):236-243.

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