Abitudini di vita sane e malattia di Alzheimer

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Abitudini di vita sane e malattia di Alzheimer

Un gruppo di ricercatori statunitensi ha pubblicato uno studio che ha valutato la relazione fra abitudini di vita e demenza da malattia di Alzheimer. I risultati hanno indicato che abitudini sane sono associate a un rischio sensibilmente più basso di sviluppare la demenza.

La malattia di Alzheimer è una patologia che provoca danni degenerativi al sistema nervoso centrale. Essa si manifesta con una perdita progressiva della memoria, di alcune delle funzioni cognitive, di certi movimenti e della capacità di riconoscere persone e oggetti. In alcune aree della corteccia cerebrale si determina una distruzione delle cellule nervose e, con esami come la risonanza magnetica, si osserva un’atrofia delle zone danneggiate. Dhana e colleghi hanno usato i dati di due studi denominati, rispettivamente, Chicago Health and Aging Project (CHAP, in italiano Progetto su Salute e invecchiamento di Chicago) e Rush Memory and Aging Project (MAP, in italiano Progetto su Memoria e Età dell’Istituto Rush). La prima ricerca è stata eseguita su 1845 persone e la seconda su 920. Sono state definite sane abitudini come: non fumare, camminare per 150 o più minuti alla settimana, svolgere un’attività fisica da moderata a vigorosa, consumare alcol in quantità leggera o moderata, avere una dieta mediterranea oppure quella definita “dash” mirata a ritardare i processi neurodegenerativi e impegnarsi in attività di stimolazione delle funzioni cognitive. Sulla base della presenza di queste abitudini è stato assegnato un punteggio complessivo compreso fra 0 e 5. Sono stati impiegati dei metodi statistici specifici per calcolare in ciascuna popolazione il rapporto di rischio di sviluppare la demenza di Alzheimer in base alle abitudini di vita. Riferendosi a periodi di osservazione che sono stati di 5.8 anni nello studio CHAP e di 6.0 anni in quello denominato MAP, le persone che hanno sviluppato la malattia di Alzheimer sono state rispettivamente 379 nella prima e 229 nella seconda ricerca. Applicando un metodo di analisi che ha tenuto conto dei possibili fattori confondenti, si è calcolato un rapporto di rischio di sviluppare la demenza di Alzheimer, complessivo per le due casistiche, di 0.73 (intervallo di confidenza al 95% 0.66-0.80) per ogni abitudine di vita sana in più che i casi studiati avevano. Rispetto ai soggetti che avevano da 0 a 1 abitudine di vita sana, quelli che ne avevano da 2 a 3 hanno mostrato un rischio di presentare la malattia di Alzheimer più basso del 37% (rapporto di rischio complessivo 0.63; intervallo di confidenza al 95% 0.47-0.84). Per quanto riguarda le persone con 4 o 5 abitudini di vita sane, il rischio di sviluppare la demenza è stato minore del 60% (rapporto di rischio complessivo 0.40; intervallo di confidenza al 95% 0.28-0.56), sempre rispetto a quelli con 0-1 abitudine di vita sana.

Nelle conclusioni gli autori hanno sottolineato che i risultati della loro ricerca hanno dimostrato che abitudini di vita sane diminuiscono il rischio di sviluppo della malattia di Alzheimer.       

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