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Abitudini di vita e depressione: i risultati di uno studio

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Abitudini di vita e depressione: i risultati di uno studio

Una ricerca ha valutato la relazione fra sei diverse abitudini di vita e la depressione. I risultati hanno dimostrato che in particolare alcune abitudini, come ad esempio trascorrere troppo tempo davanti a uno schermo, favoriscono la comparsa di depressione o ne peggiorano l’andamento.  

Nonostante i progressi acquisiti nella gestione psicologica e farmacologica della depressione, questa malattia continua a essere molto diffusa nei Paesi occidentali. Per tale motivo è importante identificare, fra i fattori che ne favoriscono sviluppo o ne peggiorano l’andamento, quelli sui quali si può intervenire, ivi comprese le abitudini di vita. Quelle per le quali si è esplorata più estesamente la relazione con la depressione sono l’alimentazione e l’attività fisica, mentre ci sono meno dati sull’associazione con il tempo trascorso davanti alla televisione, al computer o agli smartphone. Per definire un quadro più completo dell’effetto delle abitudini di vita sulla depressione, Sarris e colleghi hanno eseguito uno studio ponendo in relazione alimentazione, attività fisica, sonno, assunzione di alcol, fumo e tempo trascorso davanti a schermi con un’anamnesi positiva per disordine depressivo maggiore. Le informazioni sulle abitudini di vita e sulla depressione sono state raccolte mediante questionari e quelle delle persone con depressione sono state poste a confronto con dati di soggetti normali di controllo. Per raccogliere tutti questi riscontri si è fatto ricorso alla Biobanca Britannica. L’analisi finale è stata eseguita sui dati di 84.860 individui e ha dimostrato che, sia nelle persone depresse che in quelle sane, lo svolgimento dell’attività fisica, l’alimentazione sana e una durata ottimale del sonno erano associate in maniera statisticamente significativa a una frequenza ridotta di depressione: p<0.001, con un rapporto di probabilità compreso fra 0.62 e 0.94. Al contrario, si è osservata più spesso depressione nei soggetti con durata protratta di permanenza davanti allo schermo e abitudine al fumo e tale associazione ha avuto un livello di significatività ancora più elevato: p<0.0001, con un rapporto di probabilità compreso fra 1.09 e 1.36. I dati riportati finora si riferiscono alla valutazione di partenza. Seguendo nel tempo gli stessi soggetti, si è osservato quali abitudini di vita hanno avuto un effetto protettivo dalla depressione, vale a dire di migliore andamento della depressione nei depressi e di prevenzione della sua comparsa nei normali, e quali hanno avuto un impatto peggiorativo. Una durata ottimale del sonno (nei depressi rapporto di probabilità 1.10; p<0.001 e nei volontari sani 1.08; p<0.001) e un minore tempo trascorso davanti a schermi (nei depressi rapporto di probabilità 0.71; p<0.001 e nei volontari sani 0.80; p<0.001) hanno avuto un effetto protettivo. Si è osservata anche, in generale, una interazione significativa (p=0.024) fra alimentazione sana e depressione. Infatti, una dieta di migliore qualità ha avuto un effetto protettivo dalla depressione nei soggetti sani (rapporto di probabilità 0.92; p=0.045), ma non ha mostrato relazioni con il tono dell’umore nelle persone con depressione. Si è anche raccolta l’evidenza, definita sorprendente dagli autori, che una maggiore frequenza di assunzione di alcol si è associata a una minore prevalenza di depressione nei depressi, ma non nei volontari sani (rapporto di probabilità 0.91; p<0.0001).

Nelle conclusioni gli autori hanno evidenziato che i risultati della loro ricerca hanno confermato la stretta relazione fra abitudini di vita e depressione, chiamando in causa anche fattori poco esplorati in passato come il tempo trascorso davanti allo schermo e la durata del sonno.

Quali indicazioni pratiche emergono da questo studio? Che alcune abitudini, come l’attività fisica e la dieta sana, aiutassero a prevenire la depressione lo si era già ipotizzato, ma da questa ricerca scaturisce una conferma solida basata su una casistica molto ampia. Altri fattori, come un sonno inadeguato e un tempo prolungato trascorso davanti alla televisione o al computer o ad altri dispositivi, sono stati finora meno considerati e, invece, in questa ricerca hanno dimostrato di avere un effetto negativo ancora più forte dell’effetto positivo di attività fisica e alimentazione. In particolare, l’evidenza relativa agli effetti nocivi per l’umore dell’interazione troppo prolungata con computer e televisione deve suscitare grande attenzione. Ciò è particolarmente vero in un momento, come quello attuale, in cui tali mezzi diffondono informazioni sull’epidemia da COVID-19 che, su tante persone, hanno effetti negativi sul tono dell’umore.                            

Tommaso Sacco

Fonte: Multiple lifestyle factors and depressed mood: a cross-sectional and longitudinal analysis of the UK Biobank (N = 84,860). BMC Medicine 2020; 18:354.

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