Probiotici e allergie

Probiotici e allergie

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Fondazione Serono

Esistono evidenze importanti, raccolte soprattutto nei bambini, che legano la composizione del microbiota intestinale alle allergie. Dati epidemiologici hanno dimostrato che i bambini allergici sono caratterizzati da un microbiota differente da quello dei bambini sani, con livelli più alti di batteri di tipo Clostridium e più bassi del tipo Bifidobacterium. Altri studi hanno inoltre evidenziato che una colonizzazione precoce con batteri potenzialmente causa di infezioni (patogeni) come Clostridium difficile e Staphylococcus aureus  avviene in misura maggiore nei bambini che svilupperanno allergia, mentre lattobacilli e bifidobatteri sono più abbondanti nella flora intestinale dei bambini che si manterranno “sani”. E’ stata quindi ipotizzata l’importanza di somministrare, ai soggetti a rischio di allergie, prodotti a base di probiotici con frequenza quotidiana e per lunghi periodi di tempo,  con lo scopo di regolare il sistema immunitario per prevenire le reazioni allergiche.

Quali sono le caratteristiche dei probiotici che possono contribuire a questa regolazione?

In prove di laboratorio essi hanno dimostrato di:

  • inibire la colonizzazione dell’intestino da parte di microrganismi dannosi, grazie alla produzione di sostanze dirette contro di essi e/o mediante competizione per l’occupazione della mucosa;
  • ripristinare la capacità della mucosa dell’intestino di limitare il passaggio di elementi estranei all’interno dell’organismo;
  • contribuire al ripristino del microbiota corretto;
  • ridurre il contatto fra organismo e antigeni, grazie alla loro capacità di modificarli;
  • regolare la produzione di citochine, orientando lo sviluppo del sistema immunitario.

In particolare, l’effetto di prevenzione delle allergie dei probiotici è attribuibile a:

  • modulazione del sistema immunitario con variazione del rapporto fra i diversi tipi di linfociti T helper;
  • secrezione di citochine di tipo 1 prodotte dai linfociti Thelper: IL-10, IL-12, TGF-b;
  • riduzione della produzione di anticorpi IgE;
  • sviluppo di cellule immunitarie localizzate nei tessuti (denominate dendritiche) che favoriscono l’istaurarsi della tolleranza immunitaria  e per questo sono chiamate tollerogeniche;
  • attivazione di linfociti Natural Killer;
  • stimolazione dei recettori Toll-like;
  • produzione di IgA secretorie.

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