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Fattori che regolano il bilancio energetico

Fattori che regolano il bilancio energetico

Il tessuto adiposo bianco, oltre a essere la riserva energetica di tutti gli altri tessuti dell’organismo, deve essere in grado di dialogare con essi e con i sistemi che regolano lo sfruttamento dei substrati dai quali si ricava l’energia e l’utilizzo delle molecole necessarie per il funzionamento delle cellule. Questo dialogo avviene attraverso ormoni e mediatori, alcuni dei quali prodotti proprio dal tessuto adiposo che, da questo punto di vista, si comporta come un “organo” endocrino. L’elenco completo delle molecole coinvolte in questi rapporti di stimolazione e inibizione sarebbe molto lungo e in continua evoluzione perché la ricerca fornisce sempre nuove evidenze in merito. Si riportano di seguito alcuni mediatori e ormoni il cui ruolo sembra meglio definito.

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Insulina: ormone prodotto dalle cellule delle isole del Langherans del pancreas denominate “beta”. Gli effetti principali dell’insulina riguardano il metabolismo del glucosio e, in particolare, l’ormone favorisce l’entrata del glucosio in molte cellule (p.es.: del muscolo e del fegato), sopprime la produzione di glucosio da parte delle cellule, sia direttamente, che indirettamente e blocca la gluconeogenesi e la lipolisi. L’insieme di questi effetti tende a ridurre la concentrazione nel sangue del glucosio

Irisina: è un ormone scoperto nel 2012 ed è definito come “miochina” per la sua stretta relazione con la funzione dei muscoli. Il risultato finale della sua liberazione nell’organismo sarebbe l’aumento del consumo di energia, e quindi delle calorie. Ciò avverrebbe attraverso la promozione della trasformazione di cellule del tessuto adiposo bianco in tessuto adiposo bruno, che è più “vivace” da un punto di vista metabolico, e questo permetterebbe lo smaltimento dell’energia, anche attraverso la produzione di calore da parte dell’organismo. D’altra parte, a fronte di spunti promettenti emersi delle prime ricerche, circa il suo ruolo nella regolazione del bilancio energetico e del peso corporeo, verifiche successive hanno fornito risultati contraddittori.

Leptina: è ormone prodotto dal tessuto adiposo bianco in quantità proporzionale alla presenza di tale tessuto nell’organismo e quindi nei soggetti con tanto tessuto adiposo se ne produce tanto. Inizialmente gli è stato attribuito il solo effetto di contribuire a regolare l’assunzione di cibo e il consumo di energia. Ora si ritiene che, più in generale segnali lo stato delle riserve di energia accumulate nel tessuto adiposo, in modo che l’organismo adegui le proprie funzioni. Ad esempio, sembra fornire “indicazioni” circa l’adeguatezza delle riserve al concepimento della prole o all’allattamento. L’effetto della leptina dovrebbe essere quello di segnalare al cervello che le riserve di energia dell’organismo sono tali da poter ridurre l’introduzione del cibo. D’altra parte, negli obesi le concentrazioni nel sangue di leptina sono sì alte, ma questo non corregge l’eccessiva assunzione di alimenti, perché i centri del cervello sui quali dovrebbe agire l’ormone non “rispondono” adeguatamente alle sue indicazioni, cioè sono resistenti alla leptina.

Orexine: sono chiamate anche ipocretine. Le orexine devono il loro nome al fatto che è stato loro attribuito un effetto di aumento dell’introduzione del cibo, attraverso una ritardata comparsa del senso di sazietà. Si tratta di mediatori liberati nel sistema nervoso centrale da cellule specializzate che sono situate in una parte del cervello denominata ipotalamo. Il loro effetto sul metabolismo energetico non si esprime solo sull’assunzione di calorie con gli alimenti, ma anche sul consumo dell’energia con i processi metabolici. L’effetto per il quale le orexine sono più note è la promozione della veglia ma queste molecole influenzano anche la secrezione di ormoni dell’ipofisi e alcune funzioni dell’apparato gastroenterico.

TNFa: in inglese Tumor Growth Factor alfa, traducibile in Fattore di Crescita Tumorale alfa. Appartiene alla categorie delle citochine. Il TNFα in generale promuove i processi di questo tipo, ma, nel tessuto adiposo in particolare, stimola la lipolisi e inibisce la produzione lipidi.

Resistina: citochina che favorisce i processi infiammatori nel tessuto adiposo e riduce la sensibilità degli adipociti all’insulina.

Adiponectina: citochina che contrasta i processi infiammatori nel tessuto adiposo e aumenta la sensibilità degli adipociti all’insulina.

Angiotensinogeno: citochina che può essere prodotto dagli adipociti e influenza il flusso di sangue nei tessuti.

Catecolamine: molecole utilizzate dal sistema nervoso per trasmettere stimoli. Le principali sono: adrenalina, noradrenalina e dopamina. Il loro effetto finale dipende dal recettore al quale si legano. Sulla membrana delle cellule adipose si trovano vari recettori dell’adrenalina attraverso quelli di tipo beta le catecolamine stimolano potentemente la lipolisi.

Cortisolo: favorisce l’accumulo di grassi nel tessuto adiposo.

Androgeni: aumentano la deposizione di grasso nell’addome perché gli adipociti del grasso viscerale sono particolarmente ricchi di recettori per il testosterone.

Estrogeni: favoriscono l’accumulo di tessuto adiposo in sede gluteofemorale.

Progesterone: sembra influenzare la funzione degli adipociti in maniera indiretta, ad esempio inibendo l’effetto del cortisolo.

Ormone della crescita: il suo effetto principale è anti-lipogenico e pro-lipolitico.

T3, T4 e TSH: hanno un effetto prevalentemente pro-lipolitico

Vedere anche nella sezione Tessuto adiposo e gestione dell’energia

Vedere anche:

Tommaso Sacco

Bibliografia

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