Eccesso di peso e sclerosi multipla

Eccesso di peso e sclerosi multipla

Numerosi studi hanno valutato la relazione fra eccesso di peso e sclerosi multipla, sia dal punto di vista dell’epidemiologia, che da quello della fisiopatologia. Una delle evidenze riportata da più fonti è quella che associa la presenza di obesità in adolescenti e in giovani adulti con un rischio doppio, di sviluppare la sclerosi multipla, sia in età pediatrica che in età adulta, rispetto a quello rilevato in soggetti con peso normale. Altri autori non hanno osservato questa relazione. Un altro riscontro è quello secondo il quale, nei soggetti di sesso femminile che al momento della diagnosi di sclerosi multipla sono obesi, sono più frequenti depressione, ridotti livelli funzionali e la percezione di un peggiore stato di salute da parte del malato. Un ulteriore aspetto che è stato valutato è quello della relazione fra obesità e andamento nel tempo della sclerosi multipla e della disabilità da essa provocata. A questo proposito si ricorda che l’obesità è accompagnata da uno stato costante di infiammazione di grado lieve e questo, secondo alcuni, potrebbe determinare fenomeni di sinergia con l’infiammazione caratteristica della sclerosi multipla, peggiorando l’andamento della malattia. Vari studi hanno indagato tali aspetti, ma in questo ambito, come in altri relativi alla valutazione dei meccanismi di sviluppo e di evoluzione della sclerosi multipla, molte evidenze si raccolgono solo con ricerche di laboratorio e su modelli animali e non sempre i riscontri ottenuti sono trasferibili direttamente nella specie umana. Ad esempio, si è indagato il ruolo delle adipochine, vale a dire delle citochine prodotte dal tessuto adiposo, nei meccanismi di infiammazione e di danno della sclerosi multipla. Fra le adipochine sulle quali si sono raccolte evidenze nei modelli animali ci sono: la leptina, l’adiponectina e la resistina. Anche riguardo a tali meccanismi, però, mancano ad oggi verifiche nell’uomo in vivo. Interessante è il riscontro raccolto riguardo al peptide orexina che, da una parte gioca un ruolo rilevante nella regolazione dell’assunzione di cibo, e quindi influenza indirettamente il peso corporeo, e dall’altra è accreditato di possibili effetti sulla funzione del sistema immunitario e sulla prevenzione di danni degenerativi del sistema nervoso, del tipo di quelli rilevati nella sclerosi multipla. Circa questo filone di ricerca vale quanto segnalato per gli altri: i dati disponibili sono limitati per ora a ricerche di laboratorio in modelli animali e bisognerà attendere ulteriori studi per verificare la possibile relazione fra eccesso di peso, orexina e sviluppo o andamento della sclerosi multipla.

Sulla base delle conoscenze attuali, le indicazioni che si possono fornire alle persone affette da sclerosi multipla sono quelle di ridurre un eventuale eccesso di peso e di adottare un’alimentazione sana. Infatti, i chili in più tendono peggiorare le limitazioni funzionali determinate dalla sclerosi multipla e l’eccessivo introito di alimenti che favoriscono i processi infiammatori avrebbe, secondo alcuni esperti, un effetto negativo sull’andamento della malattia. Per approfondire quest’ultimo aspetto, si rimanda all’angolo dello Specialista dedicato ad Alimentazione, nutraceutici e integratori nella sclerosi multipla.

Vedere anche:

Tommaso Sacco         

Bibliografia

  • JdJ Guerrero-Garcia e coll. Multiple sclerosis and obesity: a possible role for adipokines. Mediators of Inflamation 2016, Sep 18.
  • E Waubant e coll. Environmental and genetic risk factors for MS: an integrated review. Annals of Clinical and Translational Neurology 2019; 6(9): 1905–1922.
  • A Couvineau e coll. Orexins as Novel Therapeutic Targets in Inflammatory and Neurodegenerative Diseases. Front. Endocrinol. 10:709. doi: 10.3389/fendo.2019.00709.
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