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Obesità e diabete

Obesità e diabete

Fra eccesso di peso e diabete c’è un legame stretto supportato da meccanismi fisiopatologici ben definiti e confermato da dati epidemiologici consolidati. A proposito di questi ultimi, è facile rilevare che nelle aree geografiche nelle quali c’è la maggiore diffusione di sovrappeso e obesità, c’è anche la più alta incidenza di diabete di tipo 2. D’altra parte, tali evidenze erano state raccolte alcuni decenni fa da studi che hanno fatto la storia della ricerca in questo campo, come quelli sugli indiani Pima. Negli anni ’40 la frequenza del diabete in questa tribù di indiani-americani non era superiore a quella degli anglo-americani. Poi furono trasferiti dai territori dove vivevano in altri, nei quali cambiarono radicalmente le loro abitudini, diventando sedentari e aumentando l’introito di calorie, e si verificò un progressivo e marcato aumento dell’eccesso di peso e, in parallelo, della prevalenza del diabete. Un’altra ricerca storica è quella denominata Nurse’s Health Study (studio della salute delle infermiere), che ha seguito per 14 anni oltre 114.000 infermiere. Quando furono arrolate, nel ‘76, la loro età variava fra 30 e 55 anni e nessuna aveva il diabete di tipo 2. Nei decenni seguenti, furono registrati 2204 nuovi casi di questa malattia e si dimostrò che la probabilità di sviluppare il diabete aumentava parallelamente al crescere dell’IMC. In Italia non sono stati eseguiti studi epidemiologici su popolazioni comparabili a quelle delle grandi ricerche epidemiologiche statunitensi, ma non c’è motivo di pensare che, alla crescente diffusione dell’eccesso di peso, non si accompagni una proporzionale crescita della prevalenza del diabete. È anche importante non cadere nell’equivoco che fa credere che, essendo l’Italia un Paese mediterraneo, i suoi abitanti seguono la dieta mediterranea e questa li protegge gli italiani dall’eccesso di peso e dalle sue conseguenze. Infatti, le prevalenze dell’obesità e del sovrappeso negli adulti sono in Italia comunque elevate, rispettivamente del 10% e del 35%, e che, nelle Regioni con tradizioni più “mediterranee”, come Campania, Puglia e Sicilia, si registrano le frequenze di eccesso di peso più alte.

I meccanismi alla base della relazione

Il meccanismo fisiopatologico alla base della stretta relazione fra eccesso di peso e alterazioni del metabolismo del glucosio è quello dell’insulino-resistenza. Tale alterazione consiste in una ridotta o mancata risposta dei tessuti dell’organismo allo stimolo fisiologico dell’insulina. Con il progredire delle conoscenze, sono state formulate varie ipotesi circa le cause dello sviluppo dell’insulino-resistenza. In passato si ipotizzò un effetto di dilatazione dei vasi sanguigni periferici, provocato dall’ormone, che aumenterebbe in maniera anomala il flusso di substrati metabolici e della stessa insulina verso tessuti metabolicamente attivi. Un’altra ipotesi è quella che pone in relazione le modificazioni delle caratteristiche di alcuni tessuti con alterazioni della loro sensibilità all’insulina. Ad esempio, nel muscolo scheletrico, fibre di tipo I sarebbero rimpiazzate da quelle di tipo II B, fenomeno che si verifica nelle persone sedentarie con eccesso di peso, e questo renderebbe i muscoli meno sensibili agli stimoli dell’insulina. Più di recente, sono stati proposti meccanismi di infiammazione, che renderebbero cellule e tessuti insulino-resistenti. C’è stato anche chi si è chiesto perché la biologia dell’organismo sviluppi un meccanismo così dannoso per l’organismo stesso e perché ciò avvenga solo in una parte della popolazione. Ipotesi, trasversali a medicina ed antropologia, hanno proposto interpretazioni che fanno riferimento a ”programmazioni genetiche” che sono servite alla specie umana, in epoche remote, per sopravvivere e che oggi sono diventate causa di malattia per le mutate condizioni di vita.

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Tommaso Sacco

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