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La Storia Clinica, quella del Peso e i Diari

La Storia Clinica, quella del Peso e i Diari

Anamnesi generale

Una visita medica non può prescindere dalla raccolta della storia medica della persona, il più possibile completa, in termini di: malattie e relative cure, passate o presenti, precedenti traumi e ricoveri, ecc. In particolare nelle femmine, è importante registrare l’età alla quale si è presentato il menarca, l’andamento dei cicli mestruali, le gravidanze, e l’anno di comparsa della menopausa. Tutti questi eventi e fasi della vita possono avere importanti relazioni con il peso. Ad esempio, dopo la gravidanza può rimanere un eccesso di peso, l’amenorrea si associa a livelli gravi di eccesso e carenza di peso e la menopausa spesso comporta un aumento di peso, almeno in termini generali.

Storia del peso

Nel caso in cui ci sia sospetto di un eccesso o di una carenza di peso, andrebbero raccolte informazioni, sull’andamento di questa variabile nei mesi e negli anni precedenti, che sono indispensabili per capire come, il livello di peso di quel momento della vita, si inserisca nel suo andamento complessivo. La storia del peso è molto difficile da ricostruire perché le persone si pesano poco, specie se non hanno problemi di peso, e hanno una percezione di quest’ultimo spesso non attendibile. Fra gli strumenti usati dagli specialisti per ricostruire la storia del peso, ci sono le taglie dei vestiti indossati in diverse fasi della vita oppure la visione di fotografie degli anni precedenti. Conoscere la storia del peso è indispensabile per pianificare approcci realistici ed efficaci. Infatti, cercare una rapida e drastica riduzione dell’IMC, in una persona che nei venti anni precedenti è sempre e solo aumentata di peso, espone a un rischio elevato di fallimento. Invece, in un soggetto che è sempre stato normopeso e solo da poco ha sviluppato un eccesso di peso, ci si possono aspettare risultati migliori.

Diario dell’alimentazione e diario dell’attività fisica

Coerentemente con quanto spiegato nella scheda sul bilancio energetico, nella grandissima parte dei casi un eccesso o una carenza di peso dipendono da uno sbilanciamento fra le Calorie introdotte e quelle consumate. Perciò, in un soggetto che ha questo tipo di problemi, si devono raccogliere informazioni, sia sulle abitudini alimentari (introito calorico), che sull’attività fisica (dispendio calorico). Chiedere durante la visita com’è l’alimentazione abituale di un individuo è di scarsa utilità. Si è rilevato che l’anamnesi alimentare eseguita così, in persone con eccesso di peso, rischia una sottostima fino al 50% delle Calorie assunte. Al contrario, le persone sottopeso spesso sovrastimano tale introito. Più che la raccolta retrospettiva, le abitudini alimentari, e anche l’attività fisica svolta, andrebbero registrate, specialmente nei soggetti con eccesso di peso, con un diario da tenere per alcune settimane. In questo diario, la persona dovrebbe annotare, giorno per giorno, quello che mangia e l’attività fisica che svolge. Inoltre, si potrebbero registrare il livello di fame quello di sazietà nei diversi momenti della giornata ed eventi e fattori, in qualche modo correlati all’alimentazione. Ciò permetterebbe di collegare l’assunzione del cibo con reali bisogni o emozioni e stati d’animo: tristezza, rabbia, ecc. Il diario delle abitudini è molto importante, sia per gli operatori sanitari, per capire in che cosa i comportamenti della persona sono inadeguati, che per chi lo compila. Questi, grazie al diario, registrerà in maniera realistica i propri comportamenti. Ciò può essere sufficiente a fargli prendere coscienza di quelli che vanno modificati. Infatti, il diario delle abitudini in alcuni casi viene usato come trattamento, senza pianificare una vera e propria dieta, ma lavorando solo alla modificazione progressiva delle abitudini inadeguate.

Consigli per l’uso

Quanto più veritiere sono le informazioni comunicate agli operatori sanitari, tanto più realistici ed efficaci saranno gli approcci che verranno programmati. Ad esempio, una persona obesa che nel diario dell’alimentazione sottostimasse l’introito di cibo, potrebbe ritrovarsi con una dieta troppo restrittiva, che non è in grado di seguire. Infatti, verrebbe formulato un programma di alimentazione che, applicando una riduzione di Calorie a dati già sottostimati, sarebbe molto, troppo lontana dalle abitudini reali del soggetto e da una restrizione calorica sostenibile.

Vedere nella sezione Eccesso o carenza di peso: le valutazioni da fare

Vedere anche:

Tommaso Sacco

  • Handbook of obesity treatment. TA Wadden e AJ Stunkard ed. New York 2002.
  • The evolutionary biology of human body fatness, Thrift and control. JCK Wells. New York 2010.
  • Neurolobiology in the treatment of eating disorders. H W Hoek, JL Treasure e MA Katzman eds. New York 1998.
  • Sc Woods e coll. Central Control of Body Weight and Appetite. J Clin Endocrinol Metab. 2008 Nov; 93(11 Suppl 1): S37–S50.
  • H Zeng e coll. Appetite control and energy balance regulation in the modern world: Reward-driven brain overrides repletion signals. Int J Obes (Lond). 2009 June ; 33(Suppl 2): S8–13.
  • EO Ebrahim e coll. The hypocretin/Orexin system. J R Soc Med 2002; 95: 227-30.
  • T Hofmann e coll. Irisin as a muscle-derived hormone stimulating thermogenesis: a critical update. Peptides. 2014 Apr;54:89-100.
  • CR Ferrario e coll. Homeostasis Meets Motivation in the Battle to Control Food
  • Intake. J Neurosci 2016; 36(45): 11469-11481.

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