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Benefici per la salute del calo ponderale

Benefici per la salute del calo ponderale

Il mantenimento di un peso sano per il singolo individuo ha un grande valore, tanto nella prevenzione, che nella risoluzione o nel miglioramento dell’evoluzione di numerose malattie. Ovviamente, i benefici sono tanto più evidenti, quanto più diretto è l’effetto dell’eccesso di peso sulla singola malattia. Infatti, come si riporta di seguito a proposito del diabete, sul quale sovrappeso e obesità influiscono molto, se si interviene sul peso, se ne può ritardare la comparsa o migliorare sensibilmente l’andamento, prevenendone anche le complicanze. Benefici sono stati prospettati anche riguardo alle malattie cardiovascolari, alle neoplasie, alle patologie di ossa e articolazioni e ad altre ancora. Alcuni studi hanno rilevato una relazione fra calo ponderale e sopravvivenza, anche se, a questo proposito, sono stati ventilati dubbi circa i livelli di calo che si associano ai benefici. L’aspetto positivo è che, nelle persone con sovrappeso o con obesità lieve, basta una riduzione del peso del 5-10% per ottenere effetti positivi. Quello che richiede più impegno alle persone con eccesso di peso è che, per consolidare i benefici, il calo ponderale non deve essere solo ottenuto, ma anche mantenuto nel tempo e il secondo obiettivo è, spesso, più difficile da conseguire del primo.

I benefici nel diabete

In uno studio “storico” eseguito in Finlandia soggetti adulti, tutti con IMC superiore a 25 kg/m2 e con intolleranza al carico di glucosio al momento dell’arruolamento, quindi in uno stato di pre-diabete, erano stati suddivisi in due gruppi. Nel gruppo che ha ricevuto un trattamento personalizzato finalizzato al calo di peso, la frequenza complessiva del diabete, dopo quattro anni, è stata dell’11%, rispetto al 23% del gruppo che non era stato sottoposto allo stesso trattamento. La probabilità di comparsa di diabete si è ridotta, quindi, del 58% (p<0,001), a fronte di cali ponderali di 4.2 ± 5.1 kg nel gruppo con terapia personalizzata e di 0.8 ± 3.7 kg nel gruppo di controllo. Questi dati hanno dimostrato, per la prima volta in maniera così evidente, che il notevole impegno che richiede un approccio completo e integrato per la riduzione e il mantenimento del peso ha una alto valore terapeutico, dimezzando il rischio di diventare diabetico. Dopo tale ricerca, molte altre hanno confermato la relazione fra riduzione del peso e diminuzione del rischio di sviluppare il diabete. Ci sono dati che dimostrano anche il ruolo che i singoli interventi sulle abitudini di vita possono avere sulla comparsa del diabete. Ad esempio, in giovani maschi, seguiti fino a 14 anni, l’incidenza del diabete è diminuita con l’aumentare del dispendio energetico. Ogni 500 kcal in più consumate con l’attività fisica, la probabilità, rapportata all’età, di sviluppare diabete di tipo II è diminuita del 6%, a prescindere da: grado di obesità, presenza di ipertensione e presenza del diabete nei familiari. Nelle persone con obesità e diabete, il calo ponderale aiuta a controllare i segni clinici e i sintomi del diabete di tipo 2. In qualche caso la glicemia può essere normalizzata e, più spesso, può essere controllata con dosi più basse di ipoglicemizzanti orali. Riguardo ai livelli di calo considerati efficaci, riduzioni del 5-10%, mantenute nel tempo, sono ritenute obiettivi realistici e, allo stesso tempo, utili in molti soggetti con diabete. Secondo alcuni autori, una riduzione media di peso di 1 kg si associa a un prolungamento della sopravvivenza di 3-4 mesi delle persone obese diabetiche e un calo ponderale di 10 kg annullerebbe la riduzione di aspettativa di vita del 35%, correlata alla diagnosi di diabete di tipo 2 in un obeso.

Vedere anche:

Tommaso Sacco

Bibliografia

  • American Diabetes Association Standards of Medical Care in Diabetes 2019. Improving Care and Promoting Health in Populations: Standards of Medical Care in Diabetes-2019. Diabetes Care 2019;42(Suppl. 1): S71.
  • Obesità, Sindrome plurimetabolica e rischio cardiovascolare: Consensus sull’inquadramento diagnostico-terapeutico: 2003.
  • https://www.obesita.org/wp-content/uploads/2017/11/Standard-SIO-ADI-2016-Final.pdf
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