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Fumo e tumori della testa e del collo

Fumo e tumori della testa e del collo

Il fumo è, insieme all’assunzione regolare di bevande alcoliche, un fattore di rischio molto importante nello sviluppo dei tumori della testa e del collo, in particolare di quelli localizzati alla laringe. Inoltre, l’effetto del fumo sembra amplificare il rischio di sviluppare un carcinoma del cavo orale o della laringe, anche rispetto all’alcol da solo. Infatti, le due abitudini combinate aumentano di ben 80 volte la probabilità di sviluppo di un tumore della cavità orale e di 12 volte di una neoplasia della laringe. Invece, in persone che non hanno mai fumato, l’alcol da solo è associato solo al 7% delle neoplasie della testa e del collo. Come per il cancro del polmone, anche per i tumori della testa e del collo si è osservata una relazione tra la quantità di sigarette fumate e il livello di rischio. Infatti esso è doppio per i soggetti che ne fumano più di 20 al giorno, rispetto a quello delle persone che ne fumano meno di 20. Smettere di fumare determina rilevanti benefici, in termini di probabilità di sviluppo della neoplasia, in quanto essa tende a diminuire dopo la cessazione del fumo, diventando simile a quella dei non fumatori dopo circa 15 anni. Il cosiddetto “tabacco nero”, quello dei sigari, della pipa e delle sigarette fatte a mano, ha effetti altrettanto dannosi di quello delle sigarette normali, sul rischio di comparsa dei tumori testa-collo. Esso trasmette elevate concentrazioni di carcinogeni ai tessuti della cavità orale e delle prime vie aeree, oltre che al resto dell’organismo.

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Meccanismi di sviluppo

Il meccanismo che lega il fumo allo sviluppo dei tumori della testa e del collo è simile a quello descritto per altri tumori e si definisce cancerizzazione a campo, in inglese field cancerization. Consiste in un progressivo accumulo di alterazioni dei geni provocate dall’effetto delle sostanze cancerogene sulle cellule, che non è compensato dai processi di riparazione del DNA. In particolare per i tumori epiteliali, tra i quali rientrano le neoplasie della testa e del collo, tali modificazioni interessano inizialmente le cellule staminali, cioè quelle dello strato posto alla base dell’epitelio, che si riproducono rapidamente per permettere il rinnovamento degli strati di tessuto soprastante. Tali lesioni precoci tendono a trasformarsi in carcinomi con una frequenza del 2–3% all’anno.

Vedere anche

Tommaso Sacco

Bibliografia

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