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Fumo e polmone

Fumo e polmone

La relazione fra fumo e cancro del polmone è fra le meglio documentate e anche dati italiani recenti ne forniscono una chiara conferma. Infatti, negli ultimi decenni, la progressiva diffusione dell’abitudine al fumo nelle femmine e l’abbandono di tale abitudine da parte di discrete percentuali di maschi, ha fatto sì che si siano registrati, rispettivamente, un aumento dei casi di cancro del polmone nei soggetti di sesso femminile e una riduzione nel sesso maschile. Le modificazioni cellulari che portano allo sviluppo del cancro del polmone dipendono, in generale, dal sovraccarico di sostanze tossiche introdotte con il fumo o respirando le sostanze sotto elencate, che superano il potenziale di smaltimento dei sistemi dell’organismo preposti a questa funzione. Ne consegue che, più intenso e protratto è il contatto con i cancerogeni derivati dal fumo, eventualmente sommati a quelli dell’inquinamento dell’aria, più è probabile che si inneschino i meccanismi di sviluppo delle neoplasie.  Più dell’80% dei casi di tumore del polmone è attribuito al fumo diretto o all’esposizione al fumo passivo. Il numero di sigarette fumate al giorno, il loro contenuto di catrame (vedi di seguito) e la durata in anni dell'abitudine condizionano la probabilità di sviluppare il cancro del polmone. Il rischio relativo che hanno i fumatori di presentare questa neoplasia, rispetto ai non fumatori, è, in generale, 14 volte maggiore ed è 20 volte superiore per i fumatori di più di 20 sigarette al giorno. Le sostanze derivate dal fumo alle quali si attribuisce un ruolo nel favorire la formazione del cancro del polmone sono:

  • “catrame”
  • idrocarburi aromatici policiclici
  • benzopirene
  • fenolo
  • N-nitrosonornicotina
  • Nitrosamine
  • tracce di metalli come nichel, arsenico e polonio 210

Inoltre, non va sottovalutato l’effetto della nicotina nell’aumentare il rischio di cancro del polmone perché essa non ha effetti cancerogeni, ma provoca la dipendenza dal fumo e, quindi, protrae e amplifica l’impatto delle sostanze sopra riportate sui tessuti delle vie aeree. Per chi sia esposto al fumo passivo, il rischio di cancro del polmone è del 20%-50%, superiore, rispetto ai non fumatori, non esposti al fumo passivo.

Il meccanismo

Il contatto diretto e prolungato con i tessuti delle sostanze cancerogene inalate con il fumo di sigaretta determina, in una prima fase, alterazioni parziali dell’epitelio delle vie respiratorie. In una fase successiva, alcune delle cellule appartenenti a un’area di tessuto, o “campo”, che ha subito le alterazioni parziali, vanno incontro a ulteriori modificazioni, diventando vere e proprie cellule neoplastiche. Questo meccanismo è stato denominato “cancerizzazione di campo”, traduzione del termine inglese “field cancerization”.

Vedere anche

Tommaso Sacco

Bibliografia

 

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