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Quanto si fuma oggi

Quanto si fuma oggi

Quanto riportato precedentemente in termini di diffusione nel tempo dell’abitudine al fumo, trova riscontro nelle statistiche che hanno registrato la modificazione negli anni della quantità media di sigarette fumate ogni giorno da soggetti maschi di età superiore a 15 anni, nei diversi paesi. Ad esempio, negli Stati Uniti si è avuta una crescita esponenziale del consumo giornaliero delle sigarette a partire dagli anni ‘20, per raggiungere un massimo negli anni ‘60. Da allora, è iniziata una riduzione del numero di sigarette fumate giornalmente, da oltre 10 a meno di quattro. In un Paese europeo come la Francia, l’andamento è stato simile, anche se spostato in avanti negli anni, con il raggiungimento del massimo livello di consumo, oltre sei sigarette al giorno, negli anni ‘80 e una progressiva diminuzione fino al 2015. In Cina i tempi di diffusione del fumo sono stati diversi e si è assistito a un continuo aumento, dal 1980 al 2012, dei maschi fumatori che, nel 2012, erano quasi 300 milioni, a fronte di soli 10 milioni di fumatrici.

Il fumo in Italia

Per dimostrare come l’andamento del fumo cambi molto da Paese a Paese, si può fare riferimento ai dati di un’indagine della Doxa pubblicata nel 2017, che ha rilevato, tra l’altro, che nelle regioni settentrionali italiane c’è la massima frequenza di fumatrici (24,6%), superiore a quella dei fumatori maschi che sono il 22%. Più in generale, si sono osservati una diminuzione dei maschi fumatori, 6 milioni nel 2017, rispetto a 6.9 milioni nel 2016 e un incremento delle fumatrici, che sono passate da 4.6 milioni nel 2016 a 5. 7 milioni nel 2017. La fascia di età nella quale si è registrata la massima frequenza di abitudine al fumo è stata quella fra i 25 e i 44 anni (28%), ma allarmante è il dato relativo ai soggetti di età compresa fra 15 e 24 anni, tra i quali si è registrata una frequenza di fumatori del 16,2%. La media complessiva di sigarette fumate al giorno è stata calcolata in 13.6, con un picco di 14,6 nella fascia di età compresa fra 45 e 64 anni. Per quanto riguarda le diverse aree del Paese, la frequenza più elevata di fumatori si è osservata nel centro Italia, dove fumatori di sesso maschile sono stati il 26%, mentre al sud e nelle isole sono stati il 25,2% e al Nord il 22%. Secondo l’analisi della Doxa, la grandissima parte del consumo di sigarette ha riguardato quelle confezionate (94,3%), ma è risultata ulteriormente aumentata, rispetto a precedenti indagini, la quota di consumatori che preferisce le sigarette fatte a mano (9,6%). Questo tipo di sigaretta è scelta soprattutto dai più giovani e dai maschi. L’età media alla quale si comincia a fumare e di 17,6 anni per i maschi è di 18,8 anni per le femmine, ma il 12,2% degli intervistati ha dichiarato di aver iniziato a fumare prima dei 15 anni. Fra i timori emersi di recente, a proposito di inizio precoce del fumo, c’è quello che la diffusione delle sigarette elettroniche faciliti l’accesso all’abitudine al fumo dei più giovani, piuttosto che aiutare a smettere chi è già fumatore.

Vedere anche

Tommaso Sacco

Bibliografia

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