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Le sigarette elettroniche sono sicure?

Le sigarette elettroniche sono sicure?

Nel valutare  la sicurezza di questi dispositivi, bisogna fare una premessa. Se essi vengono usati con la concreta intenzione di smettere di fumare, il vantaggio che deriva dal raggiungimento di un obiettivo così importante, può bilanciare il rischio derivante dall’assunzione di sostanze potenzialmente dannose, come la stessa nicotina, per un periodo limitato. Se invece, come indicano alcuni dati, esse diventano uno strumento di fumo “in più” oltre alle sigarette tradizionali, il giudizio sulla loro sicurezza va formulato sulla base di criteri diversi. Come spiegato in altre schede, la nicotina è una sostanza tossica per l’organismo umano e crea dipendenza. Da un dispositivo all’altro cambia la quantità di nicotina che viene rilasciata ad ogni boccata e, con il progredire delle generazioni dei dispositivi prodotti, si è osservato un aumento della quantità di nicotina liberata in 35 minuti: dai circa 11 ng/ml delle sigarette elettroniche di prima generazione, ai quasi 20 ng/ml di quelle più recenti. Si tratta di quantità di gran lunga inferiori a quelle liberate dalle sigarette tradizionali: circa 20 ng/ml in 5 minuti. Un vantaggio per la salute quindi c’è, ma solo se le sigarette elettroniche sostituiscono quelle tradizionali, altrimenti le quantità di nicotina si sommano e, comunque, rimane il principio generale che si dovrebbe progressivamente ridurre la quantità di nicotina introdotta per arrivare alla completa disassuefazione. Inoltre, un progetto sviluppato dal Ministero della Salute insieme all’Istituto Superiore di Sanità, all’Università di Bari e ad alcuni Enti regionali ha previsto l’analisi dei componenti di molti dei liquidi usati nelle sigarette e ha rilevato che il contenuto di nicotina quasi sempre non corrisponde a quello riportato nell’etichetta e che vi si ritrovano sostanze contaminanti potenzialmente tossiche, che vanno dall’acetaldeide ai metalli pesanti. Infine, in alcuni Paesi come gli Stati Uniti, si è assistito ad un uso delle sigarette elettroniche per assumere droghe, con tutte le conseguenze per la salute che questo può avere. Quanto ai di decesso fra gli utilizzatori di sigarette elettroniche essi sono stati attribuiti a un derivato della vitamina E, la vitamina E acetato, che, negli Stai Uniti, avrebbe causato le oltre duemila casi di malattie polmonari e 39 decessi. Infine, sono state individuate anche sostanze emesse dai dispositivi “scalda e non brucia” che avrebbero effetti dannosi sulle cellule dell’epitelio delle vie aeree e su quelle del tessuto muscolare presente nelle stesse strutture. Le emissioni di dispositivi di questo tipo hanno indotto, in modelli di laboratorio su cellule umane isolate, alterazioni che aumentavano rischio di stress ossidativo, infiammazioni, infezioni e cambiamenti della struttura delle vie aeree.

Nella sezione Approcci alla disassuefazione trovate anche:

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Tommaso Sacco

Bibliografia

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