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Approcci alla disassuefazione dal fumo

Approcci alla disassuefazione dal fumo

La dipendenza dalla nicotina è sicuramente la barriera principale per chi vuole smettere di fumare. Varie indagini hanno dimostrato che molti sono i fumatori che desidererebbero abbandonare tale abitudine e che, spesso, si succedono tanti tentativi infruttuosi, prima di riuscirvi. D’altra parte, oltre alla dipendenza biologica dal fumo, che peraltro è spesso negata dai fumatori, a legare le persone al fumo ci sono anche una dipendenza psicologica e una dipendenza “sociale”. Abbandonare questa abitudine significa, quindi, contrastare tutte queste forme di dipendenza e, comunque, affrontare un cambiamento profondo. Qualsiasi strategia per cambiare un’abitudine fortemente radicata, sia essa il fumo, o un’alimentazione ipercalorica o la sedentarietà, si deve basare su una solida motivazione del singolo individuo che deve affrontare il cambiamento. Se c’è la motivazione, funzionano anche i supporti e gli aiuti che si possono fornire, ma se la persona non è motivata, il rischio di fallimento è elevato. Uno studio ha valutato il grado di “preparazione a smettere” di casistiche di fumatori, rilevando che solo un 20% è pronto a farlo, mentre un 40% non lo è affatto e un altro 40% è indeciso. Alcuni fattori sembrano associarsi a maggiori probabilità di successo. Fra gli altri, sono stati individuati: età avanzata, elevato livello scolastico, basso consumo di caffé, ridotto numero di sigarette fumate e consumo elevato di frutta e verdura. Scorrendo questi fattori “favorenti” si comprende che, in generale, ha più probabilità di smettere chi è meglio informato sui rischi, per la salute, che comporta il fumo, e che, in generale, cerca di mantenere abitudini di vita sane.

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Tommaso Sacco

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