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Benefici dell’attività fisica per la salute

Benefici dell’attività fisica per la salute

Facendo riferimento a quanto spiegato nella scheda introduttiva a questa sezione del sito si può attribuire a ciascun comportamento, relativo ad attività e inattività, i conseguenti effetti sulla salute. Allo svolgimento di un’adeguata attività fisica si associa una serie di benefici che verranno riassunti in questa scheda e nelle successive. Per la maggior parte dei soggetti, dedicarsi ad un vero e proprio esercizio fisico comporta ulteriori vantaggi, che si sommano a quelli attribuibili all’attività. Una gradazione di effetti, ma in negativo, si correla anche a inattività e sedentarietà in quanto la seconda, se protratta nel tempo, può provocare alterazioni e danni all’organismo in misura maggiore dell’inattività.

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Le malattie croniche più frequenti nei Paesi sviluppati sono quelle cardiovascolari, i tumori, il diabete di tipo 2, le malattie respiratorie e le artriti. Esse pesano molto sulla vita delle persone e alcune riducono significativamente la sopravvivenza. Inoltre, richiedono spese rilevanti sia ai sistemi assistenziali, che ai soggetti che ne sono affetti. Mentre in passato esse riguardavano prevalentemente i soggetti anziani, adesso sono diffuse anche fra i giovani adulti e, a volte, si osservano in bambini e in adolescenti. Fra le cause più importanti di questo cambiamento nel rischio di sviluppare malattie croniche c’è la diffusione sempre maggiore dell’inattività fisica e della sedentarietà. Sebbene una grande mole di dati dimostri l’efficacia di attività fisica ed esercizio nella prevenzione primaria e secondaria delle più frequenti malattie croniche, è l’inattività a diffondersi sempre di più in tutte le fasce di età. Un’inchiesta fatta negli Stati Uniti, dove pure queste informazioni vengono comunicate con attenzione, ha dimostrato che il 77% di bambini e di ragazzi fino ai 13 anni di età non aveva sostenuto alcuna attività fisica intensa nei sette giorni precedenti al contatto previsto dall’inchiesta e solo il 15% si era dedicato all’attività fisica per i 60 minuti giornalieri raccomandati per quella fascia di età. La relazione fra inattività fisica e malattie croniche è stata dimostrata da numerosi studi eseguiti negli ultimi decenni, a partire dalla ricerca di Jeremy Morris, citata nell’introduzione.

I meccanismi mediante i quali l’attività fisica migliora la salute, previene le malattie croniche e può migliorare il decorso di quelle che si sono già sviluppate, possono essere spiegati a vari livelli. Quello più semplice consiste nel “tenere in allenamento” tessuti, organi e apparati dell’organismo. Ad esempio, l’attività fisica, e ancora di più un esercizio fisico adeguato allo stato di salute dell’individuo, stimolano le diverse componenti dell’apparato cardiovascolare a reagire alle sollecitazioni e a funzionare correttamente: i vasi sanguigni si contraggono e si dilatano mantenendo la giusta elasticità e il cuore varia frequenza, forza di contrazione e volume di sangue pompato verso le arterie per rispondere alle necessità di un organismo attivo o impegnato in un esercizio. Le stesse sollecitazioni subisce l’apparto respiratorio e ancora più evidente è l’effetto positivo su ossa, articolazioni e muscoli che, nelle persone inattive, tendono a funzionare sempre peggio fino a sviluppare alterazioni della struttura. Attività fisica ed esercizio determinano importanti benefici al metabolismo degli zuccheri, dei grassi e delle proteine. A questo livello non è rilevante solo il consumo di lipidi e glucidi come fonti di energia, ma, più in generale, il mantenimento e il miglioramento dei meccanismi che, in tutti i tessuti, gestiscono quelle molecole per ottimizzare il funzionamento delle cellule. Ad esempio, per quanto riguarda gli zuccheri, attività fisica ed esercizio mantengono una corretta sensibilità dei tessuti all’insulina, favorendo il passaggio del glucosio nelle cellule e la conseguente riduzione della glicemia. Questi effetti non si osservano solo nei soggetti sani, ma anche in quelli che presentano le alterazioni che precedono lo sviluppo del diabete e nei diabetici. In tali quadri, attività fisica ed esercizio sono in grado di ridurre in varia misura l’insulino-resistenza che si è sviluppata, almeno fino a un certo stadio di evoluzione del diabete. Riguardo al metabolismo dei grassi, nelle persone attive si osservano miglioramenti delle concentrazioni nel sangue delle lipoproteine. Infatti, si riducono quelle delle lipoproteine a bassa densità e aumentano quelle delle lipoproteine ad alta densità, con effetti positivi in termini di prevenzione dei danni a carico delle arterie. Infine, riguardo alle proteine, attività fisica ed esercizio promuovono il mantenimento o l’aumento della sintesi delle proteine che permettono la contrazione dei muscoli oltre, ovviamente, a prevenirne la perdita. Ciò si traduce in una migliore funzione e in una maggiore resistenza alla fatica dei muscoli stessi. Un vantaggio indiretto, ma molto rilevante, è che mantenimento e aumento della massa muscolare coincidono con la conservazione o l’incremento della massa magra che, come detto nella scheda sul bilancio energetico, è un fattore decisivo per l’equilibrio energetico dell’organismo. Se gli effetti dell’attività fisica descritti finora sono più prevedibili, altri lo sono meno, ma hanno un impatto altrettanto rilevante sulla salute. È il caso del miglioramento della funzione del sistema immunitario, che ha riflessi positivi sulla prevenzione di molte malattie fra le quali il cancro, del mantenimento della struttura e delle funzioni del sistema nervoso centrale e degli effetti positivi sui meccanismi della riproduzione.

Ricerche recenti hanno fornito ulteriori evidenze che confermano quanto profondamente l’attività fisica incide sul funzionamento dell’organismo. Infatti, si stanno raccogliendo prove sempre più solide circa la capacità dell’attività fisica di indurre l’espressione di geni che migliorano la funzione di numerosi organi e tessuti. Ad esempio, si è rilevato che, in persone che svolgono un esercizio moderato, aumentano reazioni chimiche di metilazione, che sono importanti per l’espressione dei geni e questo determina, come risultato finale, un miglior funzionamento di varie cellule del sistema immunitario. Altri autori hanno dimostrato che attività ed esercizio fisico incidono positivamente sulla trascrizione di geni che hanno effetti positivi sulla prevenzione del cancro, sul mantenimento della struttura dei muscoli e sull’andamento delle malattie che provocano alterazioni del comportamento. Anche per quanto riguarda i benefici che l’attività fisica ha per le persone con malattie metaboliche, cardiovascolari e neurodegenerative, almeno in parte essi dipendono da una modulazione dell’espressione dei geni.

Da quanto riportato finora si può facilmente dedurre quali danni e quali rischi siano associati a inattività e sedentarietà in quanto, non solo queste ultime non sviluppano gli effetti positivi sopra descritti, ma, al contrario, innescano circoli viziosi, che provocano alterazioni e danni a carico di organi e tessuti. In alcune delle schede che seguono si descriveranno in maggiori dettagli i vantaggi che l’attività fisica offre nella prevenzione e nel miglioramento dell’andamento di varie condizioni, dall’eccesso di peso alla sclerosi multipla, dal cancro alla disabilità.

Tommaso Sacco

Bibliografia

  • JL Durstine e coll. Chronic disease and the link to physical activity. J Sport Health Sci 2013; 2: 3-11.
  • E Grazioli e coll. Physical activity in the prevention of human diseases: role of epigenetic modifications. BMC Genomics 2017, 18(Suppl 8): 111-31