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Congiuntivite

Congiuntivite

La congiuntivite è un’infiammazione della congiuntiva. La congiuntiva è il tessuto che tappezza internamente le palpebre e ricopre la parte bianca del globo dell’occhio. La congiuntivite in generale può avere tre ordini di cause: infezioni, allergie o   sostanze irritanti. In particolare, le principali forme nelle quali si può manifestare una congiuntivite  sono: la congiuntivite allergica, la congiuntivite primaverile la dermato-congiuntivite e la cherato-congiuntivite atopica. Proprio per il fatto che le congiuntiviti possono avere cause molteplici e le forme nelle quali si manifestano possono  manifestarsi in modo simile malgrado abbiano cause diverse, la diagnosi differenziale di una congiuntivite allergica, da una forma ad esempio batterica o virale, è molto importante. Infiammazioni provocate da batteri come la clamidia, da virus come quello dell’herpes e da altre cause non infettive possono provocare alterazioni della congiuntiva, segni e sintomi molto simili a quelli causati da allergia.  Il dosaggio delle IgE e l’individuazione dei mastociti e dei granulociti eosinofili nelle lacrime può essere di aiuto nei quadri particolarmente dubbi. Il rischio che trattamenti indicati nelle congiuntiviti allergiche possano essere dannosi, se la causa della lesione è infettiva, rende cruciale un’attenta diagnosi differenziale, prima di iniziare qualsiasi cura.

Congiuntivite allergica

Può essere distinta in due varianti, in termini di andamento: stagionale o perenne. La frequenza varia, nelle diverse casistiche, fra il 15 e il 25% della popolazione. Gli allergeni più spesso all’origine della forma stagionale sono pollini e componenti di erbe e piante; di quella perenne, polvere, muffe e peli di animali. La congiuntivite allergica si basa su un classico meccanismo di reazione allergica mediato dagli anticorpi IgE che, a loro volta, provocano la liberazione dei granuli contenuti nei mastociti e nei granulociti basofili. Le sostanze liberate, dall’istamina alle prostaglandine, alle citochine, attivano e alimentano meccanismi dell’infiammazione. Il ruolo centrale delle IgE è confermato dall’elevata concentrazione che queste molecole raggiungono nelle lacrime di chi è affetto da congiuntive allergica acuta. I sintomi variano molto per tipologia e gravità, andando da un leggero prurito a gravi arrossamenti con prurito intenso e lacrimazione marcatamente aumentata, che può limitare la capacità visiva. I segni più frequenti sono arrossamenti, gonfiore (edema) delle palpebre e secrezione di muco. I quadri più gravi possono impedire le normali attività dell’individuo e anche ostacolare il sonno.   Spesso  la congiuntivite allergica acuta è associata, o consegue, ad un’infiammazione allergica della mucosa nasale (rinite).

Fatto salvo quanto già detto riguardo alla diagnosi differenziale delle alterazioni della congiuntiva, una volta   formulata l’ipotesi di una forma allergica, si possono utilizzare i consueti strumenti per individuare l’allergeneprick test, patch test e RAST. Ma la definizione dell’allergene può essere difficile.

La terapia della congiuntivite allergica è sintomatica, specie nelle forme acute e sporadiche, e si basa su antistaminici e cortisonici. In particolare per la prevenzione, si usano molecole più innovative come quelle che agiscono “stabilizzando” i mastociti, e quindi bloccando la liberazione dei mediatori che alimentano l’infiammazione come l’istamina. Si impiegano anche antiinfiammatori non steroidei. Si segnala inoltre che, nei casi in cui questa condizione si associ ad altri quadri provocati dall’allergia, bisogna tener conto delle cure che vengono somministrate per questi ultimi.

Nelle forme stagionali da pollini sono utili anche alcuni comportamenti di tipo preventivo: indossare occhiali di ampie dimensioni, limitare i viaggi in bicicletta o moto (eventualmente usare caschi integrali), tenere chiusi i finestrini della macchina.

Cheratocongiuntivite primaverile

Rara, ma a volte grave. Bruciore, prurito e fotofobia sono i sintomi principali di questa condizione che abitualmente colpisce, con fenomeni infiammatori intensi e cronici, la congiuntiva di ambedue gli occhi. E’ più frequente nei maschi che nelle femmine, quando compare prima dell’adolescenza, mentre dopo vengono colpiti più spesso i soggetti di sesso femminile. Se si presenta in età infantile, si risolve spesso alla pubertà.

La superficie della congiuntiva si modifica per la presenza di estroflessioni della mucosa che si localizzano in diverse parti dell’occhio. Le cause di queste alterazioni e i meccanismi attraverso i quali si sviluppano non sono stati del tutto definiti, anche se molte evidenze indicano un ruolo importante di fenomeni allergici. I sintomi sono intensi e comprendono prurito, bruciore, sensazione di corpo estraneo, lacrimazione. Si possono presentare anche annebbiamento della vista e fotofobia (difficoltà a sopportare la luce intensa).

La difficoltà, nella diagnosi della cheratocongiuntivite primaverile, consiste nel distinguerla dalle forme di congiuntivite allergica, soprattutto perché nelle fasi precoci possono mancare le alterazioni della mucosa congiuntivale che la caratterizzano. Può essere d’aiuto un’attenta analisi dei sintomi, che tendono ad essere più intensi della forma allergica più comune e, analizzando il liquido lacrimale, si può rilevare un’elevata concentrazione di istamina e di granulociti eosinofili. L’esito dei test allergologici, spesso negativi nella congiuntivite primaverile, può aiutare a distinguere le due forme.

Il trattamento della congiuntivite primaverile comprende l’applicazione di pezze fredde e la somministrazione di lacrime artificiali, antistaminici e cortisonici (steoridi). Si possono utilizzare anche stabilizzatori dei mastociti e antiinfiammatori non steroidei. Nei casi più gravi si usano ciclosporina e cicli di terapia con il laser.

Dermato-congiuntivite

Il nome definisce una condizione che coinvolge congiuntiva e pelle. E’ più frequente nelle donne che negli uomini perché le prime aggiungono ad altre possibili cause di allergia, l’uso di cosmetici. Le cause più frequenti sono infatti prodotti o sostanze posti a contatto con la pelle delle palpebre, come i cosmetici o gli strumenti usati per applicarli (p.es.: pennelli). Altre possibili cause sono i prodotti utilizzati per curare patologie delle palpebre o dell’occhio, le lenti a contatto, specialmente quelle morbide e i prodotti per la loro pulizia. Allergeni trasportati dall’aria sono anch’essi all’origine del disturbo, anche se con frequenza minore. La dermato-congiuntivite si presenta come un arrossamento con inspessimento (edema) delle palpebre. In caso di localizzazione alla pelle delle palpebre si possono rilevare aree spellate, se invece è coinvolta la mucosa della congiuntiva, essa si presenta arrossata e c’è una lacrimazione anomala. Strofinando gli occhi bruciore e prurito aumentano.

Fra gli strumenti proposti per individuare l’agente che provoca allergia ci sono i patch test, che però non sempre danno risultati attendibili per le particolari caratteristiche che ha la pelle delle palpebre rispetto a quella dove comunemente i cerotti vengono applicati. Per questo sono stati messi a punto patch test specifici per la diagnosi delle affezioni allergiche dell’occhio.

Ove possibile, il problema andrebbe risolto all’origine, evitando il contatto con l’agente che provoca allergia. Se tale soluzione non è praticabile o l’allergene non identificabile si può somministrare un trattamento sintomatico con cortisonici (steroidi).

Estensione all’occhio della dermatite atopica

Per quanto riguarda la dermatite atopica, si rimanda alla scheda a essa dedicata. Il coinvolgimento delle palpebre da parte di questa condizione si può manifestare con alterazioni e sintomi variabili, compresi: bruciore, lacrimazione, difficoltà a sopportare la luce (fotofobia), presenza di secrezioni dense, inspessimento delle palpebre. Per quanto riguarda le cause si fa riferimento a quelle della dermatite atopica.

Il trattamento si basa su prodotti a base di cortisone e utilizzo di preparati che idratino i tessuti.

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