Allergia agli acari della polvere

Allergia agli acari della polvere

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Gli acari sono organismi microscopici, di dimensioni comprese fra mezzo millimetro e 2 millimetri. Ne esistono varie specie e tutte appartengono al tipo degli Artropodi, del quale fanno parte anche i ragni. Gli acari che causano le allergie sono i cosiddetti “acari domestici” (denominati in latino Dermatophagoides Pteronyssinus e Dermatophagoides Farinae), così chiamati perché vivono nelle case. Sono creature primitive, senza apparato respiratorio né occhi, ma dotate delle funzioni utili a nutrirsi, riprodursi ed eliminare escrementi. Una femmina può deporre fino a 100 uova e gli acari vivono fra 2 e 4 settimane. Il loro ambiente ideale ha una temperatura tra 25 e 30 gradi ed un’umidità relativa maggiore del 70%, quindi si sviluppano facilmente nelle abitazioni riscaldate durante l’inverno e, d’estate, in molte aree di Italia trovano un clima favorevole. Gli acari tendono ad annidarsi nei materassi, nelle tappezzerie di divani e poltrone e anche nei tappeti. Gli acari si nutrono in particolare di squame di pelle, normalmente eliminate nei processi di rinnovamento di tale tessuto, e di forfora. Un individuo normale perde ogni giorno 1,5 grammi di questi materiali ed è stato calcolato che tale quantità può alimentare un milione di acari.

Tipi di reazioni 

L’allergia agli acari provoca prevalentemente riniti, ma ci può essere un coinvolgimento anche dei seni paranasali, cavità in comunicazione con quelle del naso, delle congiuntive e di vari tratti delle vie aeree. A seconda dell’estensione dell’infiammazione, si potranno presentare, variamente combinati, i seguenti sintomi:

  • starnuti
  • rinorrea (naso che cola)
  • congestione della superficie interna del naso
  • arrossamenti di naso e gola
  • tosse
  • arrossamento degli occhi e lacrimazione eccessiva
  • occhiaie
  • sensazione di tensione e dolore al volto.

Se il soggetto è asmatico, un’infiammazione inizialmente localizzata a naso e gola può innescare una crisi di asma.

Infine, l’allergia agli acari può manifestarsi anche con reazioni cutanee.

Meccanismi immunitari

Ad alimentare l’allergia agli acari della polvere sono alcune componenti di questi ultimi e i loro escrementi. Un ciclo “ideale” di sviluppo dell’allergia comincia dalla desquamazione della pelle, i cui residui alimentano gli acari, che producono feci, che si mescolano alla polvere, che viene respirata, suscitando una reazione allergica. Sono stati identificati 21 allergeni che possono suscitare una reazione da parte del sistema immunitario con la produzione di IgE. In particolare un allergene denominato Der p 1, abbreviazione di Dermatophagoides Pteronyssinus, ha mostrato la capacità di legarsi alla IgE specifica sulla membrana di granulociti basofili e mastociti, attivando una serie di meccanismi che si articolano in risposte del sistema immunitario, sia di tipo specifico che non specifico. A un altro antigene, denominato Der p 2, è stata attribuita la capacità di attivare i linfociti B e i recettori Toll Like. Si stima che il 79% delle persone con rinite, tosse o asma allergici, hanno IgE dirette verso questo antigene. Infine, l’antigene Der p 3 può contribuire all’infiammazione provocata dall’allergia agli acari della polvere stimolando la liberazione di citochine.

Diagnosi

L’esame più efficace nel formulare una diagnosi di allergia agli acari della polvere è il Prick test. In alternativa si possono eseguire esami del sangue che rilevano la presenza delle IgE prodotte nei confronti degli allergeni degli acari.

Cura e prevenzione

Per prevenire l’allergia agli acari e per ridurre i segni e i sintomi che essa provoca sarebbero opportune misure igieniche volte a ridurne la presenza in casa. Specifici dispositivi in grado di rilevare la presenza di acari nell’ambiente si possono acquistare in farmacia. Il mantenimento di una temperatura compresa fra 18 e 20 gradi e di un’umidità inferiore al 50% riducono il rischio di contaminazione degli ambienti. Un’opportuna pulizia di mobili, soprammobili e tappezzerie è sempre raccomandata, i rivestimenti in pelle e materassi e cuscini in materiale sintetico sarebbero da preferire a quelli in stoffa. Giocattoli di tessuto e altri materiali che raccolgono polvere possono essere a rischio per bambini allergici. Per quanto riguarda gli indumenti, piumini, maglioni e cappotti dovrebbero essere lasciati all’aria e al sole, dopo essere stati indossati, prima di essere riposti negli armadi.

Efficaci nel trattamento delle allergie da acari sono i vaccini antiallergici che permettono di ridurre la sensibilità del sistema immunitario alle componenti degli acari della polvere prevenendo la comparsa delle reazioni allergiche.

Infine, per quanto riguarda la cura dei quadri clinici provocati dall’allergia agli acari, rinitecongiuntiviteasma reazioni cutanee, si rimanda alle schede che li trattano in dettaglio.

Le Linee Guida

L’Accademia Europea dell’Allergia e dell’Immunologia Clinica (European Academy of Allergy and Clinical Immunology: EAACI) ha pubblicato delle Linee Guida sull’impiego dell’immunoterapia specifica, cioè sull’uso dei cosiddetti vaccini antiallergici, per la cura dell’allergia agli acari della polvere.

Nel documento dell’EAACI si ricorda che l’immunoterapia specifica per gli allergeni ha alle spalle una storia di più di 100 anni. Si segnala anche se la cura dell’asma si basa sull’uso di vari prodotti, fra i quali i corticosteroidi, che hanno l’obiettivo di mantenere il controllo dei sintomi, prevenire le recidive e migliorare la qualità di vita. A fronte del fatto che alcune delle terapie dell’asma possono determinare effetti indesiderati anche importanti, l’immunoterapia specifica è tuttora utilizzata poco, sia in età pediatrica che negli adulti, nonostante abbia dimostrato che, per alcune forme di allergia, può ridurre marcatamente il ricorso alle altre cure. A ciò va aggiunto che, in alcuni casi, i trattamenti dell’asma allergico, compresi i farmaci biologici più recenti, non riescono a eliminare le manifestazioni dell’asma. Agache e colleghi hanno prodotto le Linee Guida dell’EAACI, formulando raccomandazioni, basate su evidenze raccolte in ricerche specifiche, per l’utilizzo ottimale dell’immunoterapia per gli acari della polvere, come trattamento di associazione, nell’asma allergico provocato da questi allergeni. Queste Linee Guida sono state sviluppate da un gruppo multidisciplinare di esperti che ha applicato un metodo standardizzato per la formulazione delle raccomandazioni, a garanzia della solidità scientifica delle stesse. Sono state valutate separatamente le evidenze relative ai vaccini antiallergici somministrabili per via sottocutanea e per via sublinguale e sono state elaborate raccomandazioni dedicate a ciascun tipo di prodotto. Nel documento si specifica che, premesse importanti per ottenere il successo con l’immunoterapia specifica verso gli acari della polvere, sono: selezionare accuratamente i soggetti con una maggiore probabilità di risposta a tale approccio e usare prodotti e protocolli di somministrazione di dimostrata efficacia. Per quanto riguarda la via di somministrazione sublinguale, solo i prodotti in compresse hanno dimostrato un effetto adeguato negli adulti su variabili importanti come: rischio di recidiva, controllo dei sintomi dell’asma e sicurezza. Per questo, l’EAACI li raccomanda come trattamento di associazione alle cure consuete dell’asma negli adulti con asma allergico da acari della polvere controllato o parzialmente controllato. I prodotti per somministrazione sottocutanea sono raccomandati in età adulta e in età pediatrica e quelli in gocce sublinguali solo in bambini con asma allergico da acari della polvere controllato, in associazione agli altri trattamenti dell’asma, per ridurre i sintomi e l’assunzione di altre cure. A differenza di altre forme di allergia ad andamento più stagionale, quella agli acari della polvere si manifesta tutto l’anno, con frequenze che possono aumentare in autunno e in inverno per la più prolungata permanenza in ambienti chiusi dove è presente l’allergene. Per tale motivo è importante disporre di documenti, come quello dell’EAACI, che forniscono indicazioni sulla gestione di tale problema.

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