Acido Gamma idrossibutirrico

Acido Gamma idrossibutirrico

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Fondazione Serono

L’acido-idrossibutirrico (GHB) è approvato in alcuni paesi europei, fra i quali l’Italia, per il trattamento della dipendenza da alcool. Il suo meccanismo d’azione non è stato del tutto definito. Il GHB determinerebbe un incremento della disponibilità  di dopamina e serotonina nel cervello e questo antagonizzerebbe i sintomi dell’astinenza. Il GHB indurrebbe questo effetto agendo sui recettori dell’acido gamma-aminobutirrico (GABA). Il GHB è stato proposto come coadiuvante di altri interventi nel controllare la sindrome da astinenza, nel prevenire il craving nella prima fase della terapia e anche nel trattamento a lungo termine della dipendenza da alcool resistente ad altri trattamenti. Il GHB è stato somministrato in varie dosi e posologie e frazionandone la somministrazione in più dosi giornaliere è risultato più efficace (Addolorato 2009). In uno studio che ha confrontato gli effetti di GHB e naltrexone si è rilevato che quest’ultimo riesce a prevenire recidive dell’abuso da alcool, mentre il GHB è più efficace nell’indurre un’astensione totale (Caputo 2003). Altri lavori hanno studiato l’efficacia dell’associazione del GHB rispettivamente con naltrexone (Caputo 2007) ed escitalopram (Stella 2008). Il farmaco è gravato da alcuni effetti collaterali primo fra tutti l’instaurarsi di una dipendenza dal farmaco stesso. E’ inoltre controindicato in presenza di gravi malattie organiche sistemiche e psichiatriche, epilessia, dipendenza da stupefacenti e assunzione concomitante di antiepilettici e psicofarmaci.

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