Patologie neurologiche

Patologie neurologiche

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Fondazione Serono

Paralisi dei muscoli dell’occhio (oftalmoplegia), confusione mentale, alterata coordinazione dei movimenti (atassia) nel cammino furono rilevati da Carl Wernicke nel 1881 in tre soggetti, due dei quali erano alcolisti. All’autopsia furono rilevate piccole emorragie multiple diffuse in alcune aree del cervello ed in particolare nella materia grigia localizzata intorno al ventricolo cerebrale, la cavità  posta al centro del cervello. Poco tempo dopo uno psichiatra russo, Sergei Korsakoff, descrisse una casistica di 20 etilisti con disturbi della memoria (amnesia) anterograda. L’amnesia anterograda consiste nell’incapacità  di acquisire nuovi ricordi dopo che un danno ha colpito il cervello. In seguito i due quadri vennero unificati nella Sindrome di Wernicke-Korsakoff dimostrando che non si trattava di patologie distinte, ma di fasi diverse di una stessa malattia. Si scoprì anche che i danni e le disfunzioni erano correlate a carenza o mancanza di vitamina B1 o tiamina. Questa condizione, che si può verificare anche come conseguenza di denutrizione, nutrizione parenterale (endovenosa) prolungata, gravi forme di vomito in gravidanza e dopo interventi chirurgici per grave obesità , è reversibile con la somministrazione di tiamina. Negli alcolisti, la carenza di tiamina ha varie cause: ridotta introduzione per alimentazione inadeguata, riduzione dell’assorbimento della vitamina nell’intestino, dell’immagazzinamento e della trasformazione della sua forma attiva. La Sindrome di Wernicke-Korsakoff ha un’incidenza, rilevata con autopsie nella popolazione generale, dello 0,1-2,8%, ma colpisce il 12.5% degli etilisti. La diagnosi precoce della sindrome si basa sul riconoscimento dei sintomi caratteristici: alterazioni dei movimenti dell’occhio, perdite di equilibrio, mancato coordinamento del cammino o alterati stati mentali. Questi ultimi possono consistere in apatia, incapacità  di concentrarsi, stato confusionale, allucinazioni, fino al coma. La RNM fornisce importanti informazioni sui danni alla base dei sintomi, ad esempio riduzione di volume della materia grigia in aree specifiche, e anche sul beneficio che l’astinenza dall’alcol può portare. Altre malattie neurologiche “centrali” associate al consumo di alcool sono: la malattia di Marchiafava-Bignami e la mielinolisi pontina centrale, ambedue caratterizzate da alterazioni della copertura delle strutture del sistema nervoso centrale.

Se la prima segnalazione di una sindrome riferibile ad effetti dell’alcol sul sistema nervoso centrale risale alla seconda metà  dell’ottocento, effetti dell’alcool sul sistema nervoso periferico furono segnalati ancora prima, nel 1787, quando Lettsom descrisse una patologia dei nervi periferici (neuropatia periferica) correlata all’assunzione di bevande alcooliche. Da allora si è molto dibattuto sui meccanismi attraverso i quali tale patologia si sviluppi. Inizialmente si è ipotizzato un effetto tossico diretto dell’alcool, poi si enfatizzato il ruolo della carenza di vitamine del gruppo B, per poi arrivare ad una teoria causale “mista”. Secondo questa teoria, il consumo cronico di elevate quantità  di alcool, sovrapposto a una predisposizione genetica, comporta due danni paralleli uno correlabile alla carenza di vitamina B1 e un altro provocato direttamente dall’alcol. Questi danni di “primo livello” determinano un quadro di neuropatia periferica di grado lieve o moderato. Se il consumo cronico di alcool continua, il quadro peggiora per effetto di contaminanti delle bevande alcoliche, come il piombo, e di carenze dell’introito di vitamina B1 e della concomitanza di malattie sistemiche. Riguardo al livello di consumo giornaliero di bevande alcooliche in grado di provocare neuropatie periferiche, alcuni autori hanno proposto una soglia di 3 l di birra e di 300 ml di superalcolici assunti per almeno tre anni. I sintomi della neuropatia periferica da alcool possono comprendere dolore, anche molto intenso, difetti di trasmissione degli stimoli sensoriali e alterazioni del controllo nervoso delle funzioni dell’apparato gastroenterico e del sistema cardiovascolare.

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