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L'alcool può provocare danni neurologici già prima della nascita

L'alcool può provocare danni neurologici già prima della nascita

Da tempo sono noti i disturbi neuropsichiatrici che l'assunzione di alcool da parte della madre può provocare nel nascituro. In particolare, fra le alterazioni rilevate più di frequente nei figli di donne che hanno consumato alcool in gravidanza ci sono ritardo mentale e malformazioni congenite. A cavallo fra anni 60' e 70', alcuni autori pubblicarono articoli nei quali si proponeva una classificazione dei danni che l'alcool provoca nel feto, basata su studi epidemiologici e clinici. Nella cosiddetta Sindrome Alcolica Fetale venivano fatte rientrare le seguenti alterazioni: difetti dell'accrescimento in generale e di quello fetale in particolare, ridotto sviluppo della testa (microcefalia), alterazioni e ritardi dello sviluppo motorio, riduzione delle rime palpebrali, solco sottonasale lungo e liscio, assottigliamento della parte rossa del labbro (vermiglione), ridotto sviluppo della mascella, labbro leporino, alterazione delle articolazioni, modificazioni dei solchi palmari e difetti cardiaci. Alcuni decenni dopo, nel 1996, è stato pubblicato un altro importante articolo nel quale venivano definiti i criteri per la diagnosi della Sindrome Alcolica Fetale descrivendo 5 varianti di questa condizione, ponendo sempre più enfasi sui sintomi neurologici e psichiatrici. Infatti, fra i riscontri più frequenti, nei figli di donne che hanno assunto alcool in gravidanza, ci sono bassi livelli del quoziente intellettivo e alterazioni della funzione cognitiva e dei comportamenti. In tempi più recenti, si è anche valutato se danni ed alterazioni fossero in qualche modo correlati alla fase della gravidanza nella quale l'alcool era stato assunto e alla durata dell'assunzione. Si è rilevato che il consumo di bevande alcooliche per tutta la durata della gravidanza può determinare danni gravi, ma che, anche quando l'assunzione è limitata ai primi tre mesi, si possono presentare alterazioni significative come carenze del tono dei muscoli motori, tremori e anomalie dei movimenti riflessi.

Quindi da tempo è noto che l'esposizione prenatale all'alcool è associata a una serie di gravi problemi neurologici e comportamentali dei nascituri, ma solo i recenti progressi della risonanza magnetica (RNM) e di altre tecniche diagnostiche per immagini hanno permesso di associare a tali quadri clinici le corrispondenti alterazioni strutturali e funzionali: riduzione del volume del cervello nel suo insieme e modificazioni specifiche di aree del sistema nervoso centrale denominate corpo calloso, nucleo caudato ed ippocampo, oltre che del cervelletto.

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