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Verificata l’affidabilità dei criteri MAGNIMS per prevedere la conversione della CIS in sclerosi multipla

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Verificata l’affidabilità dei criteri MAGNIMS per prevedere la conversione della CIS in sclerosi multipla

Un gruppo internazionale di esperti, del quale fanno parte diversi italiani, ha verificato se i criteri MAGNIMS (Magnetic Resonance Imaging in Multiple Sclerosis: diagnosi per immagini della sclerosi multipla con la risonanza magnetica) sono affidabili quanto quelli di McDonald del 2010 nel prevedere l’evoluzione della Sindrome Clinicamente Isolata (CIS) in sclerosi multipla clinicamente confermata.

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Nel 2016 il gruppo MAGNIMS (Magnetic Resonance Imaging in Multiple Sclerosis: diagnosi per immagini della sclerosi multipla con la risonanza magnetica) ha proposto una modifica, rispetto ai criteri di McDonald del 2010, dei criteri riguardanti le evidenze, raccolte con la risonanza magnetica, che definivano la disseminazione nello spazio e nel tempo delle lesioni della sclerosi multipla. Tali criteri sono presi come riferimento, dagli specialisti, per prevedere l’evoluzione dei casi di Sindrome Clinicamente Isolata in sclerosi multipla. Questa previsione, a sua volta, è importante perché contribuisce a indicare l’opportunità di iniziare un trattamento con DMD. In particolare, i cambiamenti della definizione della disseminazione nello spazio comprendevano l’eliminazione della distinzione fra le lesioni che determinavano sintomi e quelle che non ne provocavano. Altre modificazioni dei criteri riguardavano numero e localizzazione delle lesioni. Anche per quanto concerne la disseminazione nel tempo, era stata proposta l’abolizione della distinzione fra lesioni sintomatiche e asintomatiche.

Filippi e colleghi hanno confrontato, in un’ampia popolazione di malati, l’efficacia dei criteri di McDonald del 2010 e di quelli MAGNIMS del 2016 nel prevedere la conversione della CIS in sclerosi multipla. Sono stati raccolti referti di risonanze magnetiche eseguite, in casi tipici di CIS, a meno di 3 mesi dalla comparsa di segni e sintomi clinici caratteristici di questa forma. I criteri di selezione della casistica sono stati: un’età compresa fra 16 e 60 anni, la presenza, nella storia del malato, di un primo episodio sintomatico riferibile a danni da demielinizzazione e un successivo quadro caratteristico di sclerosi multipla recidivante remittente. Rispetto al primo riscontro della CIS ottenuto con la risonanza magnetica, era richiesto anche un secondo esame entro i 12 mesi successivi. Infine è stata registrata una recidiva di sintomi, che confermava la diagnosi di sclerosi multipla, a 36 e 60 mesi di distanza. Il totale della casistica, raccolta fra il giugno 1995 e il gennaio 2017 è stato di 571 soggetti con CIS, dei quali 368 hanno risposto a tutti i criteri di inclusione. In occasione dell’ultima valutazione prevista dalla ricerca, 189, dei 368 casi analizzati, cioè il 51%, hanno sviluppato una sclerosi multipla clinicamente confermata. L’analisi complessiva delle evidenze raccolte con la risonanza magnetica secondo i criteri del MAGNIMS, combinata con la valutazione dell’andamento dei sintomi, ha dimostrato che questi criteri hanno avuto la stessa accuratezza di quelli di McDonald, versione 2010, nel predire l’evoluzione da CIS a sclerosi multipla.

I risultati di questa ricerca, che potrebbero sembrare importanti solo per gli specialisti, lo sono, in realtà, anche per i malati. Essi, infatti potrebbero modificare l’orientamento della gestione precoce della CIS, con l’obiettivo di ridurre, o quantomeno ritardare, la sua conversione in sclerosi multipla clinicamente confermata

Tommaso Sacco

Fonte: Prediction of a multiple sclerosis diagnosis in patients with clinically isolated syndrome using the 2016 MAGNIMS and 2010 McDonald criteria: a retrospective study; Lancet Neurology, 2017 Dec 21.