Valutato un nuovo trattamento per il dolore, nelle persone con sclerosi multipla

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Valutato un nuovo trattamento per il dolore, nelle persone con sclerosi multipla

Un gruppo di ricercatori italiani ha valutato l’efficacia di un trattamento per il dolore neuropatico centrale nelle persone con sclerosi multipla. I risultati hanno dimostrato che tale approccio ha un’efficacia precoce e che si protrae nel tempo.

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Il dolore neuropatico centrale è un sintomo fra i più frequenti nelle persone con sclerosi multipla delle quali penalizza notevolmente la qualità di vita. Alla base dello sviluppo di questo sintomo si ritiene che ci siano lesioni del cervello e del midollo spinale che coinvolgono le vie di trasmissione degli stimoli dolorosi. Questo altererebbe la regolazione della trasmissione e della percezione del dolore. Modelli animali e riscontri raccolti nell’uomo hanno suggerito la potenziale efficacia di un approccio denominato stimolazione transcutanea spinale. Tale terapia è una variante della stimolazione transcranica diretta, impiegata anch’essa nel dolore neuropatico. In generale, queste metodiche comportano la somministrazione di una corrente elettrica a bassissima intensità che modula il funzionamento delle aree del sistema nervoso che vengono stimolate. Approcci di questo genere sono stati proposti per diverse malattie neurologiche. In particolare, il razionale della stimolazione spinale transcutanea è quello di modulare la percezione del dolore inibendo gli stimoli che arrivano al cervello dal midollo spinale. Sulla base di queste premesse, Berra e colleghi hanno eseguito una ricerca pilota per valutare l’efficacia della stimolazione spinale transcutanea in persone con sclerosi multipla che presentavano dolore neuropatico. Trentatré malati sono stati arruolati e assegnati in maniera casuale, e in doppio cieco, a due gruppi. Uno di questi ha ricevuto il trattamento con stimolazione spinale transcutanea con 10 sessioni giornaliere da 20 minuti con 2 milliampere di stimolazione. L’altro gruppo ha ricevuto un trattamento placebo con 10 sessioni giornaliere da 20 minuti con 0 milliampere. Prima di iniziare le terapie, al decimo giorno di cura e dopo un mese dalla fine del trattamento, sono stati valutati, con specifiche scale, il dolore neuropatico, la spasticità e l’astenia. In una parte dei soggetti arruolati sono stati studiati anche i meccanismi di trasmissione del dolore. Il gruppo che ha ricevuto il trattamento attivo ha mostrato un significativo miglioramento del punteggio della scala di misurazione del dolore neuropatico al decimo giorno di cura e al controllo eseguito un mese dopo. Non si sono invece osservate modificazioni dei dati relativi a spasticità e astenia. Non si sono rilevati neanche cambiamenti significativi delle scale di valutazione clinica, conseguenti alla somministrazione del trattamento attivo. Lo studio della trasmissione degli stimoli dolorosi ha mostrato un andamento positivo, in termini di riduzione della trasmissione di tali stimoli, ma senza riscontri statisticamente significativi.

Nelle conclusioni gli autori segnalano che la stimolazione spinale transcutanea in questo studio pilota ha dimostrato di essere efficace nel ridurre il dolore neuropatico nei malati di sclerosi multipla. Evidenze raccolte su casistiche più ampie dovranno confermarne i vantaggi da trasferire eventualmente nella pratica clinica.

Tommaso Sacco

Fonte: The Effects of Transcutaneous Spinal Direct Current Stimulation on Neuropathic Pain in Multiple Sclerosis: Clinical and Neurophysiological Assessment; Frontiers in Human Neuroscience 13:31.

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