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Valutato l’effetto nella sclerosi multipla di una dieta a base di vegetali e con basso contenuto di grassi

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Valutato l’effetto nella sclerosi multipla di una dieta a base di vegetali e con basso contenuto di grassi

Una ricerca eseguita negli Stati Uniti ha valutato, in persone con SMRR, effetti, sicurezza e accettazione di una dieta a contenuto molto ridotto di grassi e basata su alimenti di origine vegetale. Non è stato rilevato alcun miglioramento della frequenza delle recidive e di altre variabili relative alla gravità della malattia.

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Gli autori sono partiti dalla considerazione che, da parte dei malati di sclerosi multipla, c’è sempre stato un grande interesse per l’effetto dell’alimentazione sull’andamento della malattia. Per questo, hanno pianificato uno studio che valutasse l’effetto di una dieta con contenuto molto basso di grassi, e composta prevalentemente di alimenti a base di vegetali, su variabili indicative della gravità della sclerosi multipla come: lesioni rilevabili alla risonanza magnetica, frequenza delle recidive e progressione della disabilità. Inoltre, hanno valutato l’andamento dell’astenia, che penalizza molto la qualità di vita dei malati, a volte anche quando assumono DMD. Sono stati valutati anche peso corporeo, IMC, dati di laboratorio e indici della qualità di vita. La ricerca è stata eseguita su un numero relativamente contenuto di soggetti (61), ma con un metodo molto rigoroso perché ha previsto un gruppo di controllo. Infatti, 32 delle persone arruolate hanno seguito la dieta e 29 no e il personale sanitario che verificava l’andamento della sclerosi multipla in tutti i casi analizzati non sapeva chi seguiva la dieta e chi non la seguiva. Il periodo di osservazione totale è stato di 12 mesi. Nei malati dei due gruppi sono state simili l’età media (40.9±8.5 e 40.8±8.9) e la durata della malattia (5.3±3.9 e 5.3±3.6). Si è invece rilevata una piccola differenza del punteggio della Scala EDSS prima dell’avvio della ricerca: 2.7±1.1 nei soggetti che hanno seguito la dieta e 2.2±0.9 in quelli che non l’hanno seguita. L’aderenza alla dieta è stata eccellente e la percentuale di grassi totali assunti è stata molto diversa: circa 15% nel gruppo della dieta e circa 40% nell’altro. Non si è osservata nessuna differenza, tra i due gruppi in termini di lesioni rilevabili alla risonanza magnetica, numero di recidive e progressione della disabilità. Nel gruppo che ha seguito la dieta, già dopo sei mesi, erano migliorate le concentrazioni nel sangue di colesterolo e di insulina, e l’IMC. Si sono inoltre ridotti, in maniera statisticamente significativa (p=0.001), tutti gli indici relativi all’astenia.

Gli autori hanno concluso che una dieta a base di vegetali e a contenuto molto ridotto di grassi è stata ben accettata dalle persone che l’hanno seguita e ha determinato importanti e significativi miglioramenti del metabolismo di zuccheri e grassi, dell’IMC e di un sintomo importante come l’astenia. Le evidenze raccolte con la risonanza magnetica, la frequenza delle recidive e l’andamento della disabilità sono state simili nei due gruppi. Gli stessi autori hanno segnalato che il numero dei soggetti trattati e la durata del trattamento possono aver costituito un limite per la verifica di alcuni dei benefici della dieta e quindi hanno auspicato che, in futuro, si possano eseguire ricerche su popolazioni più ampie e per periodi più lunghi.

Tommaso Sacco

Fonte: Low-fat, plant-based diet in multiple sclerosis: A randomized controlled trial; Multiple Sclerosis and Related Disorders 2016; 9: 80–90