Valutate le funzioni cognitive in un’ampia casistica di malati di sclerosi multipla

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Valutate le funzioni cognitive in un’ampia casistica di malati di sclerosi multipla

In uno studio eseguito in Germania sono state valutate le funzioni cognitive e i fattori indicativi dell’evoluzione della malattia in malati di sclerosi multipla. I risultati hanno dimostrato l’importanza di un’assidua verifica delle alterazioni delle funzioni cognitive.

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Le funzioni cognitive sono quelle che permettono al cervello di acquisire, analizzare, archiviare e associare fra di loro le informazioni che l’organo acquisisce dall’ambiente esterno. Tali funzioni comprendono la memoria, l’attenzione, la percezione e il riconoscimento di ambienti e persone. L’elaborazione delle informazioni raccolte e associate alle funzioni cognitive permette di modulare i comportamenti, fornire risposte, orientarsi nello spazio e svolgere altre attività. La frequenza delle carenze delle funzioni cognitive varia fra il 43 e il 72% nei malati di sclerosi multipla. Queste e altre informazioni di base sulle funzioni cognitive nella sclerosi multipla si possono trovare nella sezione dedicata del sito della Fondazione Cesare Serono. Il questionario denominato in inglese Brief International Cognitive Assessment for Multiple Sclerosis abbreviato in BECAMS e traducibile in “breve valutazione internazionale delle funzioni cognitive per la sclerosi multipla permette”, di individuare le carenze delle funzioni cognitive, nell’ambito dell’assistenza ambulatoriale ai malati di sclerosi multipla. Ad oggi, però, ci sono pochi dati riguardo alle caratteristiche dei malati di sclerosi multipla che possano far prevedere una ridotta efficienza cognitiva, suggerendo la necessità di controlli più serrati. Renner e colleghi hanno studiato un’ampia casistica di soggetti, distribuita in tutta la Germania, nella quale erano rappresentati tutti gli stadi della malattia, i diversi livelli di disabilità e varie durate della patologia. Oltre alla verifica delle funzioni cognitive con il BECAMS, sono state raccolte informazioni su caratteristiche demografiche e cliniche dei soggetti, con l’obiettivo di individuare fattori associati all’efficienza delle funzioni cognitive. In un totale di 1094 malati di sclerosi multipla, alterazioni delle funzioni cognitive sono state rilevate nel 28% dei casi. In particolare, esse hanno riguardato più spesso la velocità di elaborazione delle informazioni. Le alterazioni sono risultate, nel complesso, più rilevanti nei casi di sclerosi multipla primariamente progressiva e secondariamente progressiva, rispetto a quelli con la forma recidivante remittente. Con una specifica analisi statistica, si è verificato che i fattori che aumentavano la probabilità di ottenere un punteggio peggiore del BECAMS sono stati: forme progressive della malattia, lunga durata della stessa, grave disabilità fisica, disoccupazione, basso livello scolastico, età avanzata, sesso maschile e assenza di trattamento con farmaci modificanti la terapia.

Nelle conclusioni, gli autori hanno sottolineato l’importanza di eseguire regolari verifiche delle funzioni cognitive in occasione delle visite di controllo, in particolare nei soggetti che hanno un rischio maggiore di presentare alterazioni di tali funzioni.            

Tommaso Sacco

Fonte: Characterizing Cognitive Deficits and Potential Predictors in Multiple Sclerosis: A Large Nationwide Study Applying Brief International Cognitive Assessment for Multiple Sclerosis in Standard Clinical Care; Journal of Neuropsychology, 2020 Feb 13           

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