Vaccinazione anti-COVID-19 nelle persone con Sclerosi Multipla (aggiornato 17 maggio)

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Vaccinazione anti-COVID-19 nelle persone con Sclerosi Multipla (aggiornato 17 maggio)

L’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (ASIM) e la Società Italiana di Neurologia (SIN) hanno pubblicato un documento con le nuove raccomandazioni sul Covid-19 per le persone con la Sclerosi Multipla, aggiungendo una nuova sezione sui vaccini anti Covid-19. Questo documento è stato aggiornato il 17 maggio.

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  • Queste raccomandazioni si riferiscono ai due vaccini per il momento approvati da AIFA: vaccini a base di mRNA (Pfizer-BioNTech mRNABNT162b2 e Moderna mRNA-1273) e vaccini a vettore virale (Vaccino Astra ZenecaChAdOx1-S(Vaxzevria)e vaccino Janssen Ad26.COV2-S).
  • Tutte le persone con sclerosi multipla, in terapia o non in terapia con farmaci modificanti il decorso, dovrebbero vaccinarsi per ridurre il rischio di COVID-19, in accordo alle indicazioni ministeriali attualmente vigenti. ll Ministero della Salute ha incluso, infatti, le persone con sclerosi multipla nelle categorie prioritarie nella categoria 1 per elevata fragilità (persone estremamente vulnerabili)
  • Per le persone in trattamento con farmaci iniettabili (interferoni, glatiramer acetato e glatiramoidi), dimetilfumarato, teriflunomide, azatioprina, fingolimod, ozanimod, siponimod, natalizumab e cladribina, la vaccinazione non richiede una modifica della terapia. Va tuttavia tenuto presente che la presenza di leucopenia/linfopenia può ridurre l’effetto protettivo del vaccino.
  • Per quanto riguarda le persone con in trattamento con alemtuzumab, rituximab, ocrelizumab, ofatumumab, ciclofosfamide, mitoxantrone, è raccomandabile che vi sia un intervallo di almeno 4-6 settimane fra la vaccinazione completata (ossia 4-6 settimane dopo la seconda dose di vaccino)e la risomministrazione del farmaco e un intervallo di almeno 3 mesi tra precedente somministrazione del farmaco e inizio della vaccinazione. Tuttavia, in relazione allo stato della pandemia (alto indice RT, alta diffusività) o in caso di sclerosi multipla ad alta attività e rischio di rapido peggioramento si può considerare la vaccinazione anche se i 3 mesi di intervallo non sono trascorsi, verificando, dopo circa 3-4 settimane, la risposta anticorpale.
  • Analogamente le persone con sclerosi multipla che iniziano un nuovo trattamento con alemtuzumab, rituximab, ocrelizumab, ofatumumab, cladribina, ciclofosfamide, mitoxantrone dovrebbero attendere 4-6 settimane tra il termine della vaccinazione e l’inizio della terapia.
  • Per quanto oggi noto, gli effetti collaterali dei vaccini anti-SARS-CoV-2 raccomandati per le persone con sclerosi multipla (BNT16b2 mRNA e mRNA-1273) sono generalmente blandi e si risolvono, nella maggior parte dei casi, entro 1-2 giorni. Gli effetti collaterali più comuni sono rappresentati da dolore nel sito di iniezione, cefalea ed astenia; raramente si presenta una leggera forma febbrile, che può comportare una transitoria accentuazione dei disturbi neurologici. Recenti dati suggeriscono che non vi sia un aumentato rischio di ricadute cliniche nei mesi successivi alla vaccinazione.
  • Recenti dati, seppur limitati e da confermare con ulteriori studi, suggeriscono che la risposta anticorpale del vaccino anti-COVID19 possa essere limitata nei pazienti in trattamento con AntiCD20 e Fingolimod.
  • Non si conosce, ad oggi, l’efficacia del vaccino anti-COVID 19 nel tempo. Tuttavia, man mano che si acquisiranno nuove conoscenze scientifiche al riguardo, si predisporrà un ulteriore aggiornamento di queste raccomandazioni.
  • La vaccinazione anti-COVID-19 è sconsigliata in prossimità o in corso di attività di malattia (cioè in presenza di una ricaduta clinica o nuove lesioni attive alla RM). Prima di sottoporsi a vaccinazione è consigliabile che sia trascorso un intervallo di tempo di almeno un mese dalla fine del trattamento steroideo ad alte dosi e un periodo di stabilità o miglioramento di almeno un mese.
  • È altresì opportuno che chi ha effettuato la vaccinazione attenda, salvo diversa indicazione clinica, almeno un mese dal completamento del ciclo vaccinale prima di assumere terapia steroide a ad alta dose.
  • La vaccinazione anti-COVID-19 è fortemente consigliata anche ai caregiver e ai familiari di persone con sclerosi multipla, in modo da ridurre ulteriormente il rischio di contagio intra-familiare, visto anche e considerato che, nelle persone con sclerosi multipla in trattamento con farmaci modificanti il decorso, l’effetto del vaccino potrebbe essere ridotto e/o meno duraturo.
  • Si raccomanda, infine, a tutte le persone affette da sclerosi multipla e ai loro caregiver e familiari, di sottoporsi regolarmente (ogni anno) alla vaccinazione antinfluenzale stagionale; tale raccomandazione è particolarmente forte per le persone disabili, con forme progressive di malattia, di età avanzata e con comorbidità.
  • La vaccinazione anti-COVID19 attualmente va giudicata come compatibile con la gravidanza e l’allattamento.
  • In accordo con le raccomandazioni del Ministero della Salute per la popolazione generale, nelle persone con SM che hanno contratto infezione da SARS-CoV2 decorsa in maniera sintomatica o asintomatica si può considerare la somministrazione di una singola dose di vaccino purché la vaccinazione venga eseguita ad almeno 3 mesi di distanza dall’infezione e preferibilmente entro 6 mesi dalla stessa. Tale indicazione non è tout-court applicabile alle persone in trattamento con ocrelizumab, alemtuzumab, fingolimod, siponimod, ozaninmod, ciclofosfamide e mitoxantrone in quanto l’azione immunosoppressiva di questi farmaci potrebbe condizionare una ridotta protezione dall’infezione da SARS-CoV2. Si ritiene opportuno, in tal caso, effettuare un test sierologico per la verifica della risposta anticorpale e, in caso di mancata risposta, completare il ciclo vaccinale con la seconda dose.

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