MENU SEZIONE
MENU SEZIONE

Uno studio ha esplorato il ruolo della dieta nella sclerosi multipla

Notizia

PUBBLICATO

Uno studio ha esplorato il ruolo della dieta nella sclerosi multipla

Uno studio ha valutato le relazioni fra alimentazione e sclerosi multipla. Le evidenze raccolte sono abbastanza generali e suggeriscono lo sviluppo di progetti di più grande respiro da dedicare all’argomento.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!
Rimani in contatto e sempre aggiornato sulle ultime notizie.

www.fondazioneserono.org/newsletter/

Gli autori dello studio sono partiti dalla considerazione che, al momento, non è stata identificata la causa della sclerosi multipla, ma che molte evidenze suggeriscono che fattori genetici ed ambientali concorrono allo sviluppo della malattia. Secondo i dati raccolti dagli autori, le persone con sclerosi multipla, rispetto a quelle sane, mangiano meno pane e cibi a base di cereali, pesce, alcune verdure e frutta, mentre consumano più alimenti di origine animale, latte intero e dolci. Konikowska e colleghi hanno valutato anche l’effetto della dieta di Swank.

Roy Swank, negli anni 50’, rilevò che una dieta povera di grassi, e in particolare di quelli definiti saturi e polinsaturi, aiutava “i malati di sclerosi multipla a stare meglio e a vivere una vita più attiva”, come si legge nel sito riportato di seguito fra le fonti. La cosiddetta dieta di Swank prevede anche un ridotto apporto di carne rossa e grassi animali e un introito prevalente di cereali, frutta e verdura. Sempre secondo il sito dedicato, la dieta di Swank “può essere seguita facilmente e in molti casi allevia i sintomi cronici”.

Le evidenze raccolte dagli autori di questo articolo indicherebbero che soggetti con sclerosi multipla che hanno seguito questa dieta, per periodi fino a 34 anni, hanno mostrato un rischio di decesso tre volte minore di quello di chi non aveva seguito fedelmente quelle indicazioni dietetiche. Dallo studio è emerso anche che carenze di omega-3, vitamina D, vitamina B12, altre vitamine a effetto antiossidante e folati favoriscono lo sviluppo della sclerosi multipla o la comparsa delle recidive. Gli omega-3 sono acidi grassi polinsaturi ai quali sono attribuiti vari effetti positivi sul metabolismo e le vitamine antiossidanti sono quelle che favoriscono lo smaltimento dall’organismo delle molecole tossiche. Gli autori comunque non traggono conclusioni definitive dai dati raccolti e formulano l’auspicio che, in futuro, il rapporto fra alimentazione e sclerosi multipla sia valutato in maggiore dettaglio con studi dedicati.

Per completezza di trattazione dell’argomento, si aggiunge che una metanalisi, cioè un’analisi che combinava i risultati di diverse ricerche, pubblicata nel 2012 da autori italiani, ha concluso che nessuna componente alimentare o supplemento nutrizionale ha dimostrato di influenzare l’evoluzione della sclerosi multipla. Solo all’assunzione di acidi grassi omega-6 si è associata una tendenza alla riduzione della frequenza delle recidive, ma senza un’evidenza statisticamente significativa. Anche gli autori di quest’analisi suggerivano un approfondimento degli studi sull’argomento.

Insomma, sulla necessità di studiare meglio le relazioni fra alimentazioni e sclerosi multipla sono tutti d’accordo.

Tommaso Sacco

Fonti

  1. The role of diet in multiple sclerosis; Postepy Higieny I Medycyny Doswiadczalnej (Online), 2014 Mar 27;68(0):325-33.
  2. Swank MS Foundation
  3. Dietary interventions for multiple sclerosis; Cochrane Database of Systematic Reviews, 2012 Dec 12;12:CD004192.

CONTATTA L'ESPERTO

Ricevi le risposte ai tuoi quesiti

Fai una domanda

CONTENUTI CORRELATI