MENU SEZIONE
MENU SEZIONE

Il trattamento riabilitativo dei deficit cognitivi nella Sclerosi Multipla

Parere degli esperti

PUBBLICATO

Il trattamento riabilitativo dei deficit cognitivi nella Sclerosi Multipla
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

La sclerosi multipla è una malattia demielinizzante del sistema nervoso centrale, caratterizzata in prevalenza da lesioni infiammatorie all’interno della sostanza bianca, cioè della parte più ricca di mielina del cervello e del midollo spinale. Spesso è associata anche atrofia della sostanza grigia, ovvero della parte dove stanno i corpi cellulari dei neuroni, in particolare della corteccia cerebrale e del talamo. Colpisce prevalentemente il giovane adulto inducendo deficit motori, sensitivi e visivi, ma anche disturbi cognitivi e comportamentali.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!
Rimani in contatto e sempre aggiornato sulle ultime notizie.

www.fondazioneserono.org/newsletter/

La frequenza dei deficit cognitivi nella sclerosi multipla oscilla tra il 43% e il 72% [1]. La variabilità dell’incidenza dipende dalla tipologia del campione dei pazienti esaminati – cioè da forme a ricadute e remissioni a forme cronico-progressive – e dai metodi impiegati per diagnosticare il deficit. Il disturbo cognitivo non pare essere correlato al grado di disabilità, all’età e alla durata di malattia. Infatti anche nelle forme di sclerosi multipla definite benigne, ovvero con una lunga stabilità clinica e un basso indice di disabilità motoria, i deficit neuropsicologici paiono essere molto frequenti. Sono comunque rilevanti man mano la patologia progredisce, potendo spesso influenzare l’attività lavorativa e le relazioni familiari e sociali dell’individuo malato e sembrano ridurre le possibilità di recupero motorio dopo riabilitazione

I deficit cognitivi sono spesso associati a disturbi emotivo-affettivi, in particolare a depressione, la cui prevalenza, nella sclerosi multipla, varia dal 22% al 50%. La maggior parte degli studi evidenzia una correlazione significativa tra depressione e disabilità motoria o affaticabilità e un rapporto meno rilevante tra depressione e deficit delle abilità cognitive (es. memoria, attenzione) [2,3]. Comunque la coesistenza di disturbo dell’umore e disturbi cognitivi deve essere attentamente presa in considerazione nella cura del paziente con sclerosi multipla, poiché alcuni aspetti comportamentali del disturbo depressivo possono essere mimati da sintomi che frequentemente sono presenti nei pazienti, quali la fatica sia fisica sia cognitiva, il rallentamento nella velocità di elaborazione dell’informazione e il deficit di attenzione e di memoria.

Le abilità cognitive che appaiono più precocemente compromesse nel corso della sclerosi multipla sono l’attenzione (sia divisa sia sostenuta) e la difficoltà nella rapida elaborazione delle informazioni; spesso interessate sono la memoria episodica, in particolare la rievocazione di notizie con correlati specifici spazio-temporali, e le funzioni esecutive, quali la capacità di astrazione, elaborare concetti e pianificare e la flessibilità cognitiva [1,4]. Sono generalmente preservate nella sclerosi multipla le abilità linguistiche, le prassie e l’orientamento spazio temporale.

La storia naturale dei deficit neuropsicologici è poco nota. In uno studio longitudinale di 3 anni, Kujala et al. riferiscono un progressivo declino e una generalizzazione dei deficit neuropsicologici a tutte le aree cognitive [5], mentre in uno studio prospettico di 10 anni la percentuale di pazienti con deficit cognitivi, che era inizialmente del 26%, è cresciuta al 56%, anche in questo caso con un’estensione a più domini cognitivi dei deficit [6].

Correlazioni con l’imaging cerebrale

La correlazione tra deficit cognitivo e imaging cerebrale è stata diffusamente studiata attraverso le tecniche di visualizzazione e misurazione dell’encefalo e della sua attività metabolica (tomografia assiale, risonanza magnetica tradizionale e funzionale). Tradizionalmente è stata riportata una relazione diretta tra il deficit cognitivo della sclerosi multipla e l’allargamento dei ventricoli misurato alla TAC cerebrale [7], l’atrofia del corpo calloso e l’entità del carico lesionale. Tuttavia l’entità della correlazione tra deficit neuropsicologico e carico lesionale totale è debole, ma risulta migliore nel caso si consideri il volume lesionale regionale (di specifiche regioni di encefalo) e il deficit neuropsicologico specifico [8].