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Tagli all’assistenza e disorganizzazione: lettera di una malata di sclerosi multipla al Presidente della Regione Toscana

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Tagli all’assistenza e disorganizzazione: lettera di una malata di sclerosi multipla al Presidente della Regione Toscana

In una lettera appello, indirizzata al Presidente della Regione Toscana, una malata di sclerosi multipla rivendica il diritto di lottare con strumenti adeguati con la sua malattia. Tagli all’assistenza e rilevanti difficoltà di accesso alle strutture sono fra i problemi segnalati.

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Quanti sono in Italia i malati di sclerosi multipla ai quali non viene offerta la possibilità di usufruire di cicli di fisioterapia o che, per accedere ad ambulatori e altre strutture sanitarie, devono affrontare percorsi a ostacoli? Sicuramente tanti, ma non sempre hanno la possibilità di denunciare a chi di dovere carenze e inadeguatezze. Valeria Ronzani è una giornalista del Corriere della Sera che ha pubblicato su questo quotidiano, nel Corriere Fiorentino, una lettera appello al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Nella lettera segnala due problemi che le sono capitati di recente. Il primo è consistito nell’interruzione di un trattamento fisioterapico che le aveva permesso di recuperare una discreta funzionalità fisica e, di conseguenza, una maggiore autonomia. Lo specialista dell’Azienda Sanitaria Locale deputato a decidere il proseguimento della cura le ha semplicemente detto che, siccome “stava bene” poteva fare a meno della terapia di riabilitazione o che poteva “farla da sola”. Certo, ha scritto l’autrice della lettera, le cure per la sclerosi multipla sono molto costose, ma associare farmaci e fisioterapia vuol dire rendere, chi è affetto da questa malattia, più autonomo e meno bisognoso di forme di assistenza più complesse e costose. Perché a questa malata è stato negato il proseguimento della fisioterapia? Dire a una persona con sclerosi multipla che può fare a meno di una cura di questo tipo perché sta bene non può che provocare sconcerto e suscitare dubbi circa il motivo reale del taglio di tale servizio e cioè che si applichi l’approccio del “razionamento” invece di quello corretto della “razionalizzazione”.

L’altro problema citato nella lettera riguarda l’accesso agli ambulatori nei quali i malati di sclerosi multipla sono sottoposti alle visite di controllo. Valeria Ronzani racconta che questi ambulatori sono stati trasferiti in una nuova sede che pone enormi difficoltà: parcheggio affollato e lontano dall’area degli ambulatori, percorsi lunghi e ardui per raggiungere questi ultimi e infine interlocutori assai poco partecipi dei problemi dei malati. Per fortuna non tutti gli operatori con i quali ha avuto a che fare sono così, ma un malato di sclerosi multipla ha il diritto di ricevere sempre supporto e assistenza adeguati alla sua condizione e non solo quando la “fortuna” gli fa incontrare la persona giusta.

Se si pensa che la Toscana è comunque tra le Regioni più virtuose in ambito sanitario ed è spesso portata ad esempio per il livello di assistenza fornito, la lettera di questa malata non può che destare preoccupazione.

Tommaso Sacco

Fonte: Corriere Fiorentino

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