Svolgere più compiti contemporaneamente: la persona può avere difficoltà a farlo

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Svolgere più compiti contemporaneamente: la persona può avere difficoltà a farlo

Il cervello della persona con sclerosi multipla deve compensare i danni provocati dalla malattia e ciò può rendere meno facile assolvere a più compiti contemporaneamente. Lo spiega Francesco Patti, Professore Associato di Neurologia dell’Università di Catania e Responsabile del Centro della sclerosi multipla del Policlinico G. Rodolico di Catania, in un nuovo brano di intervista.

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In un precedente brano dell’intervista, Francesco Patti aveva spiegato come dai danni provocati al sistema nervoso centrale dalla sclerosi multipla si arrivi ai sintomi. In questa seconda parte tocca un altro aspetto, la difficoltà che hanno le persone affette da questa malattia a svolgere più attività contemporaneamente,  proponendo esempi molto semplici. Camminare portando un oggetto in mano è un compito che un soggetto sano riesce a svolgere senza problemi e lo stesso vale per il camminare elencando i mesi dell’anno alla rovescio. Se si chiede di fare lo stesso a un malato di sclerosi multipla si possono osservare difficoltà nello svolgere tali attività contemporaneamente e il risultato può essere, ad esempio, un rallentamento nel camminare o una difficoltà nel completare l’elenco dei mesi. L’intervistato aggiunge che questi problemi si possono rilevare anche in soggetti con punteggi molto bassi della ESS (1-2) e quindi è importante chiedere al malato di eseguire queste prove, perché permettono di evidenziare precocemente problemi “latenti”. Essi derivano da danni provocati dalla malattia che non sono stati adeguatamente compensati dai processi di riparazione e dalla plasticità neuronale. L’individuazione precoce di tali difficoltà permette, poi, di pianificare percorsi di riabilitazione, mirati recuperare le funzionalità alterate, ove possibile, o compensarle.

Video: Marco Marcotulli

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