Supporto sociale e dolore nella sclerosi multipla

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Supporto sociale e dolore nella sclerosi multipla

Una ricerca eseguita in Canada ha valutato il rapporto fra supporto sociale e dolore nelle persone con sclerosi multipla. I risultati hanno indicato che quanto più era completo il supporto ricevuto dai malati, tanto meno frequente era la percezione del dolore.

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Il dolore è uno dei sintomi più frequenti della sclerosi multipla, con prevalenze che arrivano al 50% in alcune casistiche. I fattori associati alla presenza del dolore sono l’età, una durata maggiore della malattia, la concomitanza della depressione, maggiori limitazioni alla funzionalità fisica e mentale e la presenza di astenia. Di solito il dolore provoca cambiamenti nel sistema nervoso centrale e influenza negativamente i meccanismi di elaborazione delle emozioni nel cervello. Se si verifica un danno a strutture dei sistemi nervosi centrale o periferico, il dolore che ne può seguire è definito neuropatico. D’altra parte, il dolore associato a malattie caratterizzate da modificazioni di organi e di apparati può derivare da tali danni, ma anche da meccanismi che coinvolgono le funzioni cognitive. Nelle persone con la sclerosi multipla il dolore si può presentare come cefalea, mal di schiena, spasmi o dolore neuropatico. A queste forme ne va aggiunta un’altra, correlata ai meccanismi delle funzioni cognitive e alle risposte che riguardano comportamenti ed emozioni. Inoltre, fattori specifici che hanno dimostrato di influenzare il dolore cronico della sclerosi multipla sono la depressione, l’ansia e le alterazioni del sonno. Il supporto sociale ha dimostrato di avere effetti positivi sulla salute mentale e sulla qualità di vita delle persone con sclerosi multipla e alcuni studi hanno rilevato che tali approcci hanno effetti positivi sulla percezione del dolore nei soggetti con disabilità.

Per questo Alphonsus e colleghi hanno sviluppato una ricerca che ha avuto l’obiettivo di verificare l’effetto del supporto sociale sulla diffusione del dolore in una casistica di soggetti con la sclerosi multipla. Gli autori hanno fatto riferimento a un’indagine denominata The Survey on Living with Neurological Conditions in Canada (abbreviato in SLNCC e traducibile in “indagine sulla vita con malattie neurologiche in Canada”) eseguita fra il 2011 e il 2012. Essa era correlata alla Canadian Community Health Survey (CCHS, traducibile in “indagine sulla salute della comunità canadese”) fatta fra il 2010 e il 2011. L’analisi statistica ha riguardato 78.623 soggetti. La variabile principale è stata il dolore e i fattori presi in considerazione sono stati: problemi psicologici, alterazioni del sonno, stato di salute generale percepito, livello dello stress, durata della sclerosi multipla e fattori sociali. I risultati hanno indicato che la quantità di supporto sociale ricevuto ha avuto un effetto significativo sul dolore. In particolare, le persone che avevano ricevuto massimo tre tipi di supporto sociale avevano una probabilità tre volte maggiore di avere dolore (intervallo di confidenza al 95% 1.06-8.59), rispetto a quelli che avevano ricevuto quattro tipi di supporto sociale.

Nelle conclusioni gli autori hanno sottolineato l’importanza del supporto sociale per ridurre l’effetto del dolore sulle persone con la sclerosi multipla e hanno evidenziato anche come il supporto lo debbano ricevere anche i caregiver, in quanto il loro impegno a sostegno dei malati è di fondamentale importanza.                            

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