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Suggerito un nuovo criterio per valutare l’atrofia cerebrale nella sclerosi multipla

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Suggerito un nuovo criterio per valutare l’atrofia cerebrale nella sclerosi multipla

La valutazione dell’evoluzione delle lesioni della sclerosi multipla è usata ampiamente, sia in ricerca che in clinica. In particolare, le modificazioni delle dimensioni delle zone di atrofia rilevate nel cervello sembrano importanti per confermare l’evoluzione della malattia e si correlano con il peggioramento della disabilità.

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Dwyer e colleghi, nell’introduzione del loro studio, ricordano che l’individuazione e la misurazione delle lesioni della sclerosi multipla che si osservano alla risonanza magnetica hanno un grande valore, sia nella pratica clinica che come variabile impiegata nelle ricerche. D’altra parte, alcune lesioni possono ridursi di dimensioni o sparire del tutto, se vanno incontro ad atrofia. Finora, questo tipo di evoluzione è stato ignorato o sottovalutato, mentre potrebbe diventare un indice decisivo da considerare nei riscontri della risonanza magnetica. Per questo motivo, gli autori hanno studiato la frequenza di scomparsa delle lesioni di tipo atrofico al cervello in forme diverse di sclerosi multipla. Sono state analizzate le risonanze magnetiche di 192 persone delle quali, 18 con Sindrome Clinicamente Isolata, 126 con sclerosi multipla recidivante remittente e 48 con forme progressive della malattia. Le lesioni sono state misurate prima dell’inizio della ricerca e a successivi controlli, usando specifici criteri. Le modificazioni subite dalle lesioni sono state messe in relazione con forma della malattia ed evoluzione della disabilità, valutata con la scala EDSS. Il volume delle lesioni caratterizzate da atrofia è stato diverso, in maniera statisticamente significativa (p=0.02), nelle varie forme di sclerosi multipla. In particolare, nelle forme progressive, il volume delle lesioni atrofiche ha superato quello cumulativo delle nuove lesioni individuate con la risonanza magnetica: 298.1 mm3 rispetto a 75.5 mm3. Inoltre, il volume delle lesioni atrofiche è stato l’unico indice che si è correlato, in maniera significativa, con le modificazioni dell’EDSS (r=0.192 SMRR, r=0.317 SM progressive, p<0.05).

Gli autori, nelle conclusioni, hanno sottolineato l’importanza del volume delle lesioni atrofiche come unico indice, relativo alla risonanza magnetica, che permetta di definire l’evoluzione della malattia, soprattutto nelle forme progressive.

Tommaso Sacco

Fonte: Atrophied Brain Lesion Volume: A New Imaging Biomarker in Multiple Sclerosis; Journal of Neuroimaging, 2018 Jun 1