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Secondo evidenze di laboratorio l’omeprazolo stimolerebbe la remielinizzazione

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Secondo evidenze di laboratorio l’omeprazolo stimolerebbe la remielinizzazione

Una ricerca eseguita su un modello animale ha dimostrato che l’omeprazolo, un farmaco usato nella cura dell’esofagite e dell’ulcera, stimolerebbe la riparazione della mielina che avvolge le fibre nervose.

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L’omeprazolo è una molecola introdotta nella pratica clinica alla fine degli anni ’80 e impiegata nella cura dell’esofagite da reflusso, delle ulcere allo stomaco e al duodeno e di altre malattie dovute a un eccesso relativo di produzione di acido nello stomaco. Questo farmaco è stato il primo di una nuova classe di prodotti, denominati inibitori della pompa acida, ed è stato seguito da altre molecole simili, dal lansoprazolo al pantoprazolo, dall’esomeprazolo al rabeprazolo. Alcuni anni fa un gruppo di ricercatori statunitensi valutò l’effetto dell’omeprazolo sull’attività infiammatoria di un modello sperimentale di sclerosi multipla applicato ai topi. Il punto di partenza di quella ricerca era che la somministrazione del farmaco modificasse la composizione del microbiota e che questi cambiamenti, a loro volta, potessero influenzare l’attività infiammatoria del modello sperimentale di sclerosi multipla. I risultati non evidenziarono effetti sulle variabili considerate. In quello studio non si prese in considerazione il meccanismo della remielinizzazione, vale a dire il processo che permette di riparare la guaina mielinica che avvolge i nervi e che viene danneggiata nella sclerosi multipla. Zhu e colleghi sono partiti dalla considerazione che quello della remielinizzazione è un meccanismo chiave per il recupero delle funzioni nervose alterate dalla sclerosi multipla e per il miglioramento dei sintomi delle persone affette da questa patologia. D’altra parte, come gli autori ricordano, quello di avere molecole che promuovano la rigenerazione della mielina è un bisogno ad oggi insoddisfatto. Per questo motivo hanno usato un raffinato sistema di analisi che permette di ricostruire una “mappa” nella quale si evidenziano le relazioni fra malattie, geni e farmaci. Attraverso questa analisi Zhu e colleghi hanno identificato l’omeprazolo come molecola con potenziale effetto di stimolo della remielinizzazione. Hanno quindi eseguito uno studio sulle cellule dalle quali derivano gli oligodendrociti, che producono e riparano la guaina mielinica. Sui precursori degli oligodendrociti hanno verificato quale poteva essere il processo sul quale era in grado di agire l’omeprazolo e ne hanno individuati diversi relativi al funzionamento di queste cellule. Il passo successivo è stato quello di verificare se in un modello applicato sul topo di danno alla mielina si osservava un beneficio della somministrazione del farmaco. Il trattamento con omeprazolo alla dose di 10 mg per kg di peso, protratto per due settimane ha migliorato significativamente l’alterazione delle funzioni motorie provocata dalla demielinizzazione indotta nel topo. Inoltre, specifiche prove di laboratorio hanno dimostrato che la somministrazione di omeprazolo aumenta l’espressione di geni che sono coinvolti nella produzione della mielina e la produzione della proteina basica della mielina. Ulteriori verifiche con il microscopico elettronico hanno evidenziato un incremento delle fibre nervose dotate di normale guaina mielinica dopo il trattamento con omeprazolo.

Zhu e colleghi hanno concluso sottolineando che le evidenze relative alla promozione della remielinizzazione da parte dell’omeprazolo sono promettenti. Si tratta ovviamente di osservazioni del tutto preliminari e delle quali non si può al momento ipotizzare se potranno essere tradotte in benefici clinici per i malati. D’altra parte, un’efficace remielinizzazione sarebbe l’unico processo in grado di far regredire almeno in parte la disabilità accumulata e   rifacendosi alle premesse degli autori di questo studio, non ci sono farmaci che promuovano significativamente la remielinizzazione nei malati di sclerosi multipla. Perciò vale la pena di esplorare qualsiasi soluzione che possa risultare, in futuro, efficace e sicura.

Tommaso Sacco

Fonte: The effect of omeprazole on the development of experimental autoimmune encephalomyelitis in C57BL/6J and SJL/J mice; BMC Research Notes, Dec 24.