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Sclerosi Multipla: sospendere il trattamento con interferone beta meno di un mese prima del concepimento non aumenta il rischio di aborti spontanei

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Sclerosi Multipla: sospendere il trattamento con interferone beta meno di un mese prima del concepimento non aumenta il rischio di aborti spontanei

In uno studio condotto da un gruppo di ricercatori italiani, pubblicato sulla rivista Neurology, le donne con sclerosi multipla incinte che avevano interrotto il trattamento con interferone beta (IFNβ) meno di un mese prima del concepimento non hanno avuto un rischio maggiore di aborto spontaneo, rispetto a quelle che l'avevano interrotto da più tempo o non l'avevano mai ricevuto.

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L'IFNbeta-1b è un farmaco immunomodulante, utilizzato per il trattamento della sclerosi multipla: è in grado di modulare la funzione del sistema immunitario, che in questa malattia funziona in modo anomalo.

Gli studiosi hanno seguito la gravidanza di 388 donne con sclerosi multipla, attraverso esami del sangue ed ecografie. Tutte sono state invitate a rispondere ad alcune domande sulla loro malattia e sulle cure seguite. Le donne sono state divise in due gruppi: quello delle donne definite come esposte a IFNβ, composto da donne che avevano interrotto il trattamento con IFNβ meno di quattro settimane prima del concepimento, e quello delle donne non esposte, donne vale a dire quelle che avevano interrotto la cura con IFNβ almeno quattro settimane prima del concepimento o che non erano mai state trattare con quel farmaco. Le donne esposte erano 88. I ricercatori hanno anche valutato le condizioni dei neonati alla nascita e misurato la loro altezza e il loro peso.

Analizzando i risultati, gli autori hanno scoperto che il gruppo di donne esposte all'IFNβ non aveva avuto un rischio aumentato di aborto spontaneo: la percentuale di aborti spontanei in questo gruppo rientrava nella percentuale attesa per la popolazione italiana nello stesso periodo. Inoltre, si è visto che l'esposizione all'IFNβ era associata a un minor peso e a una minore altezza del bambino, ma non a malformazioni del feto, a complicazioni nella gravidanza o allo sviluppo di anomalie nel bambino nei due anni successivi alla nascita.

Stante che circa la relazione fra terapia con IFNβ e gravidanza vale quanto indicato nel foglietto illustrativo di farmaci che lo contengono, i risultati dello studio possono aiutare i neurologi a gestire le donne con SM in trattamento con IFNβ che concepiscono un figlio.

Redazione Fondazione Cesare Serono

Fonte: Pregnancy and fetal outcomes after interferon-{beta} exposure in multiple sclerosis; Neurology November 16, 2010 vol. 75 no. 20 1794-1802

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