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Sclerosi multipla recidivante remittente: la prognosi dell'evoluzione della malattia è determinata nei primi due anni di malattia

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Sclerosi multipla recidivante remittente: la prognosi dell'evoluzione della malattia è determinata nei primi due anni di malattia

La prognosi dell'evoluzione della Sclerosi multipla recidivante remittente (SMRR) verso una forma progressiva sembra dipendere da fenomeni che avvengono durante i primi due anni di malattia. È la conclusione alla quale è giunto uno studio pubblicato recentemente online sulla rivista scientifica Brain.

Gli autori hanno analizzato il database di London, Ontario (Canada), che rappresenta una delle raccolte disponibili più complete di dati clinici sui pazienti con sclerosi multipla (SM). Le persone con SM inserite in questo database, infatti, sono state seguite per 28 anni (dal 1972 al 2000).

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Per questo studio sono stati utilizzati i dati di 806 persone affette da SMRR. Questa forma esordisce con un episodio acuto, seguito da periodi senza sintomi, alternati a nuovi episodi acuti. Uno schema, questo, che si ripete per molti anni, anche decenni: la persona passa da fasi acute, nelle quali si presentano i sintomi, a fasi di remissione, con i sintomi che scompaiono (ma possono residuare conseguenze della fase di acuzie, in termini di disabilità ). La durata e la gravità  dei singoli episodi sono variabili. La SMRR può evolvere in SM secondariamente progressiva (SMSP), una forma caratterizzata da una disabilità  che progredisce più rapidamente.

L'analisi ha dimostrato che le persone che avevano subito un maggior numero di ricadute durante il primo e il secondo anno dall'esordio della malattia avevano maggiori probabilità , in tempi più brevi, di sviluppare una SMSP e raggiungere stadi più gravi di disabilità . Il valore delle ricadute nel predire l'evoluzione, in questa ricerca, ha riguardato solo i primi due anni di malattia. I risultati dello studio, infatti, hanno rivelato che il numero di attacchi dal terzo anno fino all'esordio della fase progressiva e il numero totale di attacchi durante l'intera fase recidivante remittente non hanno influenzato né la probabilità  di entrare nella fase progressiva di malattia, né i tempi di conversione a SMSP, né i tempi nei quali si è sviluppata la disabilità  permanente. Gli autori hanno concluso che i soggetti con SMRR dovrebbero ricevere terapie efficaci il prima possibile per riuscire a influenzare positivamente il decorso della SM.

Redazione Fondazione Cesare Serono

Fonte: The natural history of multiple sclerosis, a geographically based study 10: relapses and long-term disability; Brain. 2010 Jul;133(Pt 7):1914-29. Epub 2010 Jun 9.