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Sclerosi multipla recidivante-remittente: dimostrata la sicurezza a lungo termine dell'interferone beta-1b

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Sclerosi multipla recidivante-remittente: dimostrata la sicurezza a lungo termine dell'interferone beta-1b

Il trattamento con interferone-beta-1b (IFNbeta-1b) per la sclerosi multipla recidivante-remittente (SMRR) è sicuro e ben tollerato anche nel lungo periodo. Lo dimostra uno studio condotto da un gruppo internazionale di ricercatori e pubblicato sulla rivista scientifica Neurology.

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La SMRR è una forma di malattia in cui si verifica un'alternanza fra fasi acute (recidive), nelle quali si presentano nuovi sintomi, e fasi di remissione, in cui i sintomi scompaiono, ma possono residuare conseguenze, in termini di disabilità , della fase di acuzie e la malattia può comunque progredire.

L'IFNbeta-1b è un farmaco immunomodulante, utilizzato per il trattamento della SM: è in grado di modulare la funzione del sistema immunitario, che in caso di malattia funziona in modo anomalo.La terapia con IFNbeta-1b può portare alla formazione di autoanticorpi diretti contro il farmaco, considerato dall'organismo come elemento estraneo e nocivo.

Lo studio è iniziato ventuno anni fa ed è stato condotto su 372 persone con SM. Durante la prima fase, i partecipanti sono stati divisi in due gruppi: uno è stato trattato con placebo (sostanza inattiva dal punto di vista farmacologico, quindi, inefficace) e uno con IFNbeta-1b. Sia il placebo sia il farmaco sono stati somministrati per via sottocutanea a giorni alterni per massimo cinque anni. Gli autori hanno registrato tutti gli effetti collaterali e avversi emersi durante i cinque anni di studio, come disfunzioni alla tiroide e al fegato. Inoltre, hanno eseguito delle analisi su campioni di sangue, per rivelare l'eventuale presenza di anticorpi prodotti contro l'IFNbeta-1b. Sedici anni dopo, le stesse persone sono state invitate a partecipare a uno studio di controllo. A questa seconda fase hanno preso parte 328 pazienti. Gli studiosi hanno valutato gli effetti collaterali e avversi emersi negli anni successivi al termine della cura e hanno eseguito nuove analisi del sangue. I dati raccolti hanno dimostrato che, rispetto a sedici anni prima, non erano comparsi nuovi effetti collaterali associati all'uso di IFNbeta-1b. Inoltre, si è osservata la scomparsa degli anticorpi prodotti contro l'IFNbeta-1b, nella maggior parte delle persone che in passato era risultata positiva in precedenza. In ogni caso, sembra che la presenza di questi anticorpi non abbia compromesso l'efficacia del trattamento. Gli autori hanno concluso che la terapia con interferone-beta-1b nella SM è sicura anche nel lungo termine.

Redazione Fondazione Cesare Serono

Fonte: Cross-sectional study assessing long-term safety of interferon-{beta}-1b for relapsing-remitting; Neurology 2010;74:1877-1885