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Sclerosi Multipla: il trattamento con alemtuzumab aumenta il rischio di malattie autoimmuni?

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Sclerosi Multipla: il trattamento con alemtuzumab aumenta il rischio di malattie autoimmuni?

Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha analizzato il rischio di sviluppare una malattia autoimmune in seguito al trattamento con alemtuzumab in un gruppo di pazienti con Sclerosi Multipla.

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Per malattia autoimmune si intende una malattia innescata da un anomalo funzionamento del sistema immunitario (naturale sistema di difesa dell'organismo), che invece di attivarsi verso agenti estranei si attiva verso componenti interni dell'organismo.
La sclerosi multipla è una malattia infiammatoria cronica del sistema nervoso centrale, causata da un anomalo funzionamento del sistema immunitario.

Alemtuzumab è un farmaco utilizzato contro la leucemia linfatica cronica per la sua capacità  di distruggere le cellule tumorali, senza danneggiare quelle sane. Di recente sono state avviate sperimentazioni nella sclerosi multipla. In alcuni studi, l'alemtuzumab ha dimostrato di essere in grado di diminuire la frequenza delle recidive nei pazienti con SM e la progressione delle disabilità  tipiche della malattia. In precedenti ricerche è emerso che il trattamento con Alemtuzumab nei pazienti con sclerosi multipla può comportare, come effetto collaterale, lo sviluppo di malattie autoimmuni.

Lo studio ha riguardato 248 pazienti con sclerosi multipla trattati con alemtuzumab e seguiti in media per un periodo di 34,3 mesi. Tutti sono stati sottoposti a visite mediche ed esami del sangue all'inizio, durante e al termine dello studio.

È emerso che, nel corso dello studio, il 22,2% dei pazienti ha sviluppato una malattia autoimmune (non presente all'inizio dello studio). La più frequente è stata la tiroidite autoimmune, ossia l'infiammazione autoimmune della tiroide, comparsa nel 15,7% dei partecipanti alla ricerca. Tutte le malattie autoimmuni sono comparse dopo due settimane dalla prima somministrazione di alemtuzumab; la maggior parte si è manifestata fra i 12 e i 18 mesi dopo la prima somministrazione. Nei pazienti seguiti oltre i 34 mesi non si sono manifestate malattie autoimmuni dopo i 60 mesi dalla prima somministrazione. Il rischio di malattie autoimmuni era indipendente dal numero di dosi totali di farmaco somministrate. Infine, si è visto che la comparsa di malattie autoimmuni è stata più frequente nei pazienti con una storia famigliare di malattie autoimmuni e una storia personale di fumo di sigaretta.

I ricercatori hanno concluso che, in questa casistica, nei pazienti con sclerosi multipla in trattamento con alemtuzumab il rischio di sviluppare malattie autoimmuni è stato pari al 22,2%, ed è stato più frequente fra i 12 e i 18 mesi dopo la prima somministrazione del farmaco. Il rischio individuale è stato influenzato dalla storia personale di fumo e dalla storia famigliare di malattie autoimmuni. Studi condotti su casistiche più ampie aiuteranno a chiarire se il trattamento con alemtuzumab nei pazienti con sclerosi multipla aumenta il rischio di malattie autoimmuni e da quali fattori tale sviluppo è influenzato.

Redazione Fondazione Cesare Serono

Fonte: Autoimmune disease after alemtuzumab treatment for multiple sclerosis in a multicenter cohort; Neurology. 2011 Aug 9;77(6):573-9.

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