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Sclerosi Multipla: il metilprednisolone ad alte dosi può causare aritmie?

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Sclerosi Multipla: il metilprednisolone ad alte dosi può causare aritmie?

Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori iraniani ha valutato le variazioni del ritmo cardiaco (aritmie) in un gruppo di pazienti con Sclerosi Multipla trattati con metilprednisolone ad alte dosi.
Il metilprednisolone è un farmaco che appartiene alla famiglia dei corticosteroidi (anche detti cortisonici) e ha attività  antinfiammatoria. Viene usato ad alte dosi nelle fasi acute della SM per controllare il processo infiammatorio presente durante le recidive e ridurre i sintomi. Precedenti ricerche avevano rilevato che l'uso di questo tipo di molecole ad alte dosi è associato ad alterazioni del ritmo cardiaco.

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Lo studio ha riguardato 52 persone affette da sclerosi multipla e in trattamento con metilprednisolone. Tutte sono state sottoposte a tre elettrocardiogrammi durante un episodio di recidiva di malattia. Un elettrocardiogramma è stato effettuato quattro ore prima dell'infusione di metilprednisolone, uno durante l'infusione e uno 18 ore dopo il trattamento.
Dai risultati è emerso che la tachicardia sinusale (aumento della frequenza cardiaca senza alterazioni delle tipiche "onde" dell'elettrocardiogramma) è stata la più comune alterazione del ritmo cardiaco registrata sia prima, sia durante, sia dopo la somministrazione di metilprednisolone. Inoltre, si è visto che, dopo l'infusione del farmaco, fino al 41,9% dei pazienti ha sviluppato una bradicardia (riduzione della frequenza dei battiti del cuore), in 12 pazienti sono comparsi un arresto sinusale (alterazione della normale sequenza di "onde" dell'elettrocardiogramma) e un blocco sinusale (disturbo della trasmissione elettrica degli impulsi che comandano la contrazione del cuore), in tre pazienti una fibrillazione atriale (aritmia caratterizzata da un'attivazione elettrica disorganizzata e caotica del muscolo cardiaco) e in un paziente una tachicardia ventricolare (aritmia caratterizzata da una frequenza dei ventricoli - due delle quattro parti in cui è diviso il cuore - più elevata del normale). Le più importanti aritmie cardiache, inclusa la tachicardia ventricolare, l'arresto sinusale e il blocco sinusale, erano associate al consumo di sigarette. La bradicardia sinusale e la fibrillazione atriale sono state più comuni nei pazienti con una storia di disfunzioni urinarie.
Gli autori hanno concluso che il trattamento con metilprednisolone somministrato ad alte dosi in soggetti affetti da sclerosi multipla potrebbe causare differenti tipi di aritmie. In questa casistica i pazienti fumatori e quelli con problemi al sistema urinario hanno avuto un maggior rischio di sviluppare aritmie durante il trattamento con metilprednisolone. Studi condotti su casistiche più ampie dovranno confermare che il trattamento di pazienti con Sclerosi Multipla con metilprednisolone ad alte dosi può causare alterazioni del ritmo cardiaco.

Redazione Fondazione Cesare Serono

Fonte: Incidence of various cardiac arrhythmias and conduction disturbances due to high dose intravenous methylprednisolone in patients with multiple sclerosis; Journal of the Neurological Sciences, Volume 309, Issue 1 , Pages 75-78, 15 October 2011

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