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Sclerosi multipla: i farmaci che modificano l'andamento della malattia possono influire sul rischio di sviluppare tumori?

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Sclerosi multipla: i farmaci che modificano l'andamento della malattia possono influire sul rischio di sviluppare tumori?

Prima dell'introduzione nel trattamento della sclerosi multipla dei farmaci definiti "farmaci modificanti la malattia" (in inglese disease modifying drugs: DMD), erano state raccolte diverse evidenze secondo le quali i malati di sclerosi multipla avevano un minore rischio di ammalare di tumore rispetto alla popolazione generale. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori francesi ha valutato l'influenza dei DMD sul rischio di ammalare di tumore in un gruppo di pazienti con sclerosi multipla.

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La sclerosi multipla è una malattia infiammatoria cronica del sistema nervoso centrale, causata da un anomalo funzionamento del sistema immunitario, che attacca la mielina, la sostanza di rivestimento delle fibre nervose.

I DMD sono molecole che agiscono sulle cause della malattia. I più utilizzati oggi sono gli immunosoppressori, che funzionano riducendo l'azione del sistema immunitario e, quindi, ostacolando la distruzione della mielina, e gli immunomodulanti che modificano i delicati equilibri del sistema immunitario, pur senza diminuirne l'azione, con l'obiettivo di limitare l'attacco alla mielina.

Gli studiosi hanno analizzato il registro EDMUS (European Database for Multiple Sclerosis and other related diseases- Banca dati europea per la sclerosi multipla e altre malattie correlate), una raccolta sui dati clinici di pazienti con SM. Hanno identificato vari sottogruppi di pazienti: pazienti senza cancro trattati con DMD, pazienti senza cancro non trattati con questi farmaci, pazienti malati di tumore non trattati con DMD, pazienti con cancro trattati con immunomodulanti, pazienti con cancro trattati con immunosoppressori. È risultato che in totale 9.269 pazienti erano stati trattati con immunomodulanti o immunosoppressori o entrambi, 253 pazienti con sclerosi multipla avevano il cancro e di questi 182 erano stati trattati con farmaci modificanti la sclerosi multipla.

Analizzando i dati, è emerso che, in questa casistica, le persone trattate esclusivamente con farmaci immunomodulanti non hanno avuto un rischio maggiore di sviluppare il cancro rispetto alle persone non trattate con i DMD, mentre l'uso di immunosoppressori, specie se prolungato (il rischio aumentava all'aumentare della durata del trattamento), ha aumentato in modo significativo il rischio di ammalare di tumori, in particolare della pelle, come osservato anche in altre malattie autoimmuni.

Gli autori suggeriscono che tali risultati, se confermati da altre ricerche, potrebbero indurre i medici a fare una riflessione sul rapporto rischio/beneficio al momento della prescrizione di un DMD. Studi più approfonditi aiuteranno a capire meglio il ruolo che i farmaci modificanti la sclerosi multipla possono avere sul rischio di sviluppare tumori.

Redazione Fondazione Cesare Serono

Fonte: Cancer and multiple sclerosis in the era of disease-modifying treatments; Journal of Neurology, 2011 Feb 4.