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Sclerosi multipla e attività fisica

Parere degli esperti

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Sclerosi multipla e attività fisica
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

La sclerosi multipla è una malattia infiammatoria del sistema nervoso centrale (SNC), determinata da un processo infiammatorio a carico della sostanza bianca, cioè la sostanza che riveste le fibre nervose. Nella maggioranza dei casi l’infiammazione provoca episodi improvvisi di disabilità neurologica definiti ricadute cliniche di malattia, ai quali può far seguito un pressoché completo recupero. La cronicizzazione della patologia è tuttavia ritenuta responsabile di un lento ma progressivo danno di tipo degenerativo con accumulo dei sintomi e quindi della disabilità [1].

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Da un punto di vista socio-sanitario, la sclerosi multipla è una patologia rilevante: in Italia la prevalenza è medio-alta (circa 50 casi ogni 100.000 abitanti); inoltre, colpendo soprattutto soggetti giovani in una fascia di età compresa tra i 20 e i 40 anni essa rappresenta, dopo i traumi cranici e della colonna vertebrale, la prima causa di invalidità nel giovane adulto. Infine, è più frequente nel sesso femminile [1].

La sclerosi multipla può manifestarsi con un insieme di sintomi molto variabili e diversi, tra i quali ricordiamo la debolezza muscolare, la difficoltà a compiere un movimento, disturbi dell’equilibrio con difficoltà nei movimenti, disturbi di sensibilità come formicolii o riduzione della sensibilità stessa, problemi visivi e un’importante fatica, che nel complesso determinano la disabilità del malato di sclerosi multipla e rendono più difficile mantenere uno stile di vita attivo [1].

Attualmente non esiste una terapia in grado di curare definitivamente la malattia, ma sono presenti nella pratica clinica odierna un insieme di farmaci in grado di ridurre la frequenza delle ricadute di malattia, rallentare la progressione della patologia e di conseguenza l’accumulo della disabilità [1].

La riabilitazione neuro-motoria e la fisioterapia fanno parte della terapia prevista per il paziente affetto da sclerosi multipla e affiancano e integrano il trattamento farmacologico. Il medico riabilitatore valuta le conseguenze che la malattia determina sull’autonomia della persona, rispetto al contesto in cui essa vive, si muove e lavora; viene quindi definito un programma terapeutico personalizzato, attuato dal fisioterapista, che mira al mantenimento [1] e al miglioramento [2] delle attività della vita quotidiana e della normale vita di relazione del paziente.

Il ruolo dell'attività fisica nella sclerosi multipla

Oltre a seguire la terapia farmacologica, è quindi possibile per il paziente con sclerosi multipla avvalersi di una vasta gamma di attività fisiche e ricreative proposte con lo scopo di alleviare la sintomatologia e in generale favorire uno stato di benessere. Numerosi possono tuttavia essere gli interrogativi di un paziente con sclerosi multipla, ed è dovere di ogni neurologo discuterne con il malato e i suoi familiari. Ad esempio: è utile praticare sport? Se sì, quali è meglio praticare? Esistono controindicazioni all’attività fisica? In questo articolo cercheremo di portare chiarezza su questo argomento.

Esercizio fisico: dannoso o efficace?

Fino agli anni Novanta vi era la convinzione che l’esercizio fisico fosse da evitare per i malati di sclerosi multipla, poiché persone ritenute meno resistenti alla stanchezza e allo sforzo intenso a causa della patologia di base [3]; di conseguenza lo sport e il movimento venivano considerati un impegno eccessivo e pertanto sconsigliati. Lo sport era addirittura ritenuto dannoso sull’andamento della malattia, poiché l’aumento della temperatura corporea e lo sforzo fisico possono portare a un temporaneo peggioramento clinico con l’insorgenza di disturbi visivi (fenomeno di Uhthoff) e un peggioramento della stanchezza e della spasticità [4]. In passato si pensava quindi che tali condizioni predisponenti l’insorgenza di sintomi dovessero essere evitate.

Ulteriori studi, invece, non hanno supportato la convinzione dell'impatto negativo dello sport sul decorso della sclerosi multipla [5-7]. Oggi, infatti, si differenzia lo sport praticato a livello agonistico, che può portare a un eccessivo affaticamento e a un peggioramento del decorso della malattia, da un’attività fisica moderata e adeguata alle prestazioni fisiche individuali, fortemente consigliata: oltre ai benefici sul corpo si riconoscono effetti positivi sulla mente e sull’umore [8]. Benché la maggior parte degli studi più recenti coinvolga solo un esiguo campione di pazienti e i parametri valutati non siano sempre confrontabili tra loro [9], gli ultimi dati documentano gli effetti positivi dello sport su alcuni sintomi della sclerosi multipla, con conseguente loro riduzione [10]. Inoltre, pur essendo possibile un peggioramento dei sintomi sensitivi e visivi in seguito a sforzo fisico, non bisogna dimenticare che nell’85% dei pazienti essi scompaiono in circa mezz’ora [11].

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