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Sclerosi multipla ad insorgenza tardiva

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Sclerosi multipla ad insorgenza tardiva

Sull'ultimo numero della rivista Neurology un gruppo di ricercatori dell'Università della British Columbia di Vancouver (Canada) ha confutato la teoria secondo la quale un paziente che manifesta la sclerosi multipla in età avanzata (dai 50 anni in su) andrebbe incontro ad esiti peggiori rispetto al paziente che la manifesta in età giovanile.

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Questo studio ha analizzato la popolazione con sclerosi multipla ad insorgenza tardiva (con un età superiore ai 50 anni) e quella con insorgenza in età più giovane (tra i 16 e i 50 anni) utilizzando i dati provenienti dal database di pazienti affetti da sclerosi multipla della British Columbia. I due gruppi di pazienti sono stati poi comparati secondo le caratteristiche cliniche e demografiche e la progressione della malattia è stata stabilita al momento del raggiungimento di un punteggio 6 nella scala EDSS (Expanded Disability Status Scale). Una volta fatta la distinzione tra sclerosi multipla recidivante e primaria progressiva si è potuto procedere all'osservazione delle evidenze.

Le conclusioni di questa ricerca sottolineano che una sclerosi multipla ad insorgenza tardiva non è associata ad esiti peggiori: sia perché la progressione nei pazienti affetti da sclerosi multipla primaria progressiva e recidivante si differenzia poco nei due gruppi di pazienti, sia perché i pazienti con sclerosi multipla ad insorgenza tardiva erano più anziani quando hanno raggiunto un punteggio di 6 nella scala EDSS.

Questa scoperta suggerisce che l'approccio terapeutico dei pazienti che manifestano la sclerosi multipla in età più avanzata deve essere lo stesso dei pazienti che la manifestano in età giovanile.

Redazione Fondazione Cesare Serono

Fonte: Neurology 2006; 67; 954-959; Doctor News 12/10/06

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