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Ritorno al lavoro dei malati di sclerosi multipla dopo l’isolamento dovuto all’epidemia da COVID-19

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Ritorno al lavoro dei malati di sclerosi multipla dopo l’isolamento dovuto all’epidemia da COVID-19

Specialisti italiani hanno eseguito uno studio per valutare il benessere mentale dei malati di sclerosi multipla tornati al lavoro dopo il periodo di isolamento imposto nella prima parte dell’epidemia da COVID-19. I risultati hanno indicato che sarebbe utile un supporto psicologico per affrontare la fase delicata della ripresa dell’attività lavorativa.

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Studi eseguiti in diversi Paesi del Mondo hanno dimostrato che l’epidemia da COVID-19 ha avuto un impatto psicologico negativo sulla popolazione generale, rispetto alla quale i malati di sclerosi multipla sono ancora più vulnerabili, perché hanno una frequenza di ansia e di depressione è più elevata. Zanghì e colleghi hanno eseguito uno studio per valutare le ripercussioni psicologiche che ha comportato il ritorno al lavoro per i malati con sclerosi multipla recidivante remittente, che avevano aderito all’isolamento imposto per limitare la diffusione dell’epidemia. I malati seguiti presso il Centro della sclerosi multipla di Catania che avevano ripreso l’attività lavorativa sono stati invitati a rispondere a un’intervista telefonica, nella quale hanno risposto ai seguenti questionari standardizzati: Short Screening-Scale per DSM IV (abbreviato in SSS-DSM-IV e traducibile in Scala dello Screening Breve del DSM IV), Depression Anxiety Stress Scale 21 (abbreviato in DASS-21 e traducibile in Scala di Depressione, Ansia e Stress - 21) e Insomnia Severity Index (abbreviato in ISI e traducibile in Indice della Gravità dell’Insonnia). Altre informazioni sono state estratte dalle cartelle cliniche. Sono state ottenute interviste complete e valide da 432 persone con sclerosi multipla recidivante remittente seguite dal Centro, per una frequenza di risposta del 64%. Di queste, 277 (64.1%) erano femmine con un’età media di 40.4 ± 12.4 anni. I soggetti che hanno ricevuto un punteggio maggiore o uguale a 4 dell’SSS-DSM-IV sono stati 137 (31.7%) indicativo della presenza di sintomi di una sindrome da stress post-traumatico. Per quanto riguarda la scala DASS-21, 210 persone con sclerosi multipla recidivante remittente (48.6%) hanno riportato un’ansia da moderata a grave. Una condizione di depressione o di stress, sempre da moderati a gravi, è stata riferita, rispettivamente, da 95 (22%) e da 220 (50.9%) soggetti. L’insonnia è stata riportata da 128 malati (29.6%). I fattori che si sono associati a una maggiore gravità dei sintomi sono stati: precedenti diagnosi di alterazioni del tono dell’umore, inizio o modificazione del trattamento con farmaci modificanti la malattia nei precedenti dodici mesi, un maggiore livello di disabilità misurato con l’EDS.

Nelle conclusioni gli autori hanno evidenziato che, il ritorno al lavoro delle persone con sclerosi multipla recidivante remittente che erano state in isolamento nella prima fase dell’epidemia da COVID-19, ha avuto un impatto psicologico negativo. Tale problema ha avuto una frequenza maggiore nei casi che in precedenza avevano avuto alterazioni del tono dell’umore. Per questo motivo, Zanghì e colleghi hanno consigliato di offrire un supporto psicologico ai malati di sclerosi multipla che riprendano l’attività lavorativa dopo un periodo di forzata interruzione.  

Tommaso Sacco

Fonte: Mental health status of relapsing-remitting multiple sclerosis Italian patients returning to work soon after the easing of lockdown during COVID-19 pandemic: A monocentric experience; Multiple Sclerosis and Related Disorders 2020 Oct 3;46:102561.