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Risonanza magnetica e previsione degli effetti della Sclerosi Multipla sul cervello

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Risonanza magnetica e previsione degli effetti della Sclerosi Multipla sul cervello

In uno studio pubblicato a febbraio sulla rivista Neurology alcuni ricercatori della VU University Medical Center di Amsterdam sostengono che la risonanza magnetica può prevedere la percentuale di atrofia del cervello nei due anni successivi, in pazienti cui è stata appena diagnosticata la sclerosi multipla. I ricercatori olandesi hanno effettuato una risonanza magnetica del cervello su 89 pazienti affetti da SM al momento della diagnosi e due anni più tardi.

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L'equipe medica ha registrato informazioni sul volume generale del cervello e sulla quantità e grandezza di due tipi di lesioni rilevate dalla risonanza magnetica: "black holes" (lesioni scure caratterizzate dalla mancanze di mielina, la guaina protettiva che avvolge i neuroni) e T2.

Sono state calcolate le variazioni del volume del cervello e le alterazioni della disabilità neurologica subite dai pazienti nel corso dei due anni.

La percentuale media su base annua di atrofia cerebrale è stata dello 0.9%; due fattori, il volume cerebrale di partenza (al momento dell'inizio del monitoraggio) e le lesioni T2, spiegano da soli il 31,2% della variazione percentuale del volume cerebrale nel corso dei due anni. Ciò significa che i pazienti che hanno subito una perdita di tessuto cerebrale più consistente e più lesioni del tipo T2 sono inclini ad avere una percentuale successiva più alta di atrofia del cervello. In questa ricerca il livello del tessuto cerebrale perso è sembrato più importante rispetto alle lesioni. Questo perché una maggiore percentuale di atrofia cerebrale prevede peggiori complicazioni cliniche nel decorso della Sclerosi Multipla. I risultati della ricerca sembrano suggerire che queste due variabili potrebbero far conoscere in anticipo il decorso clinico della SM.

Redazione Fondazione Cesare Serono

Fonte: National Womens Health Information Center 14/02/2007

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