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Rischi e gestione dei rischi nella moderna terapia della sclerosi multipla

Notizia |time pubblicato il
Rischi e gestione dei rischi nella moderna terapia della sclerosi multipla

Un gruppo di esperti tedeschi ha affrontato il problema dei rischi correlati alle cure più moderne per la sclerosi multipla e la gestione di tali rischi nella pratica clinica. Nell’articolo sono elencati i profili di rischio delle diverse cure e si riportano consigli circa le informazioni da condividere con i malati, prima e durante il trattamento.  

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Nella cura della sclerosi multipla c’è stato un passato remoto in cui non si disponeva di terapie, a parte i corticosteroidi da usare nelle recidive, una fase in cui c’erano poche soluzioni, per poi arrivare allo scenario attuale, nel quale si può scegliere fra tante terapie con livelli di efficacia e di sicurezza diversi. Fino a quando ci sono stati solo gli interferoni e il glatiramer acetato, si è fatto riferimento a livelli di efficacia prevedibili, in base alle caratteristiche e alle dosi dei prodotti, e a di effetti collaterali noti e non troppo gravi. Oggi le molecole da utilizzare sono tante con una gradazione di efficacia ampia e con diversi profili di sicurezza. Se è vero che tutti agiscono modificando meccanismi del sistema immunitario, è altrettanto vero che nello scegliere la cura più adatta si deve tenere conto dell’efficacia, ma anche degli effetti indesiderati attesi e dell’aderenza alla cura prevedibile. Ciò ha reso la personalizzazione del trattamento molto complessa, richiedendo l’analisi di aspetti pratici e concettuali. Inoltre, la prevenzione e la diagnosi precoce di alcuni effetti indesiderati richiedono controlli complessi e frequenti, almeno nel primo periodo dell’introduzione di una nuova cura. Ad esempio l’intensità della soppressione della funzione del sistema immunitario può essere tale da provocare complicanze e interferenze sugli obiettivi farmacologici, passando da un trattamento all’alto. Nella revisione della letteratura eseguita da Klotz e colleghi, si spiega come può essere definita, per un malato di sclerosi multipla, la condizione di “libertà dall’attività della malattia”. Per confermare, nella pratica clinica, che una persona si trova in tale condizione, si devono raccogliere specifiche evidenze ottenibili con la risonanza magnetica e dimostrare che non ci sono recidive e non c’è progressione della disabilità. La definizione della condizione di libertà dall’attività della malattia è importante perché è l’obiettivo più ambizioso che oggi si possano porre un malato di sclerosi multipla e il medico che lo segue. Per raggiungerlo, può rendersi necessaria l’assunzione degli immunosoppressori più potenti e questo delinea un profilo di rischio di reazioni indesiderate che va attentamente spiegato alla persona che si sottoporrà alla cura. Nell’articolo si specifica, prodotto per prodotto, quali sono gli effetti collaterali che sono stati registrati e come si devono affrontare.

Nelle conclusioni gli autori auspicano che lo sviluppo di nuovi trattamenti ponga sullo stesso piano, sia l’obiettivo di raggiungere la massima efficacia, che quello di minimizzare il rischio di eventi avversi.

Tommaso Sacco

Fonte: Risks and risk management in modern multiple sclerosis immunotherapeutic treatment; Therapeutic Advances in Neurological Disorders 2019, Vol. 12: 1–31.