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Rimielinizzazione: il meccanismo chiave per cambiare l’evoluzione della sclerosi multipla

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Rimielinizzazione: il meccanismo chiave per cambiare l’evoluzione della sclerosi multipla

Per rimielinizzazione si intende il meccanismo che permette di ricreare l’involucro di mielina che avvolge i nervi, dopo che esso è stato danneggiato dall’infiammazione della sclerosi multipla. Una recente revisione della letteratura ha fatto il punto sui meccanismi della rimielinizzazione e anche sul ruolo che potranno avere le cure mirate a promuoverla.

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Lo sviluppo della sclerosi multipla è conseguenza di meccanismi autoimmunitari che determinano un danno a carico della mielina. La comparsa dei primi sintomi, ma soprattutto l’evoluzione della disabilità caratteristica delle fasi più avanzate della malattia, sono conseguenza, in gran parte, della perdita dell’involucro di mielina in tratti più o meno estesi delle fibre nervose presenti nel sistema nervoso centrale. La rimielinizzazione comporta la formazione di un nuovo involucro di mielina intorno a tratti di nervi che sono rimasti intatti pur avendo perso tale copertura. A svolgere questo compito sono cellule chiamate oligodendrociti che hanno, appunto, la capacità di produrre la mielina. La rimielinizzazione è normale che avvenga come esito dell’infiammazione che si sviluppa nel sistema nervoso centrale nelle persone con sclerosi multipla. Si tratta di un processo di riparazione che può essere paragonato a quello che ripristina aree di pelle dove si era verificato un danno. Nel tempo, si può verificare una relativa e progressiva inadeguatezza della rimielinizzazione, rispetto all’estensione dei danni provocati dall’infiammazione della sclerosi multipla e questo induce alterazioni non più recuperabili della struttura e delle funzioni del sistema nervoso centrale determinando, come esito finale, una disabilità. La revisione della letteratura appena pubblicata descrive, in maniera dettagliata, sia i meccanismi che determinano il danno, sia quelli che permettono la riparazione dell’involucro mielinico. Ma perché i processi di riparazione diventano inadeguati? Gli autori riportano una serie di possibili cause, che vanno dall’età, che rende meno efficiente qualsiasi funzione, compreso il ripristino della mielina intorno ai nervi, ad alterazioni dell’attività di alcune cellule del sistema immunitario che, a loro volta, dipenderebbero da modificazioni dei geni. Per quanto riguarda gli effetti delle cure sulla rimielinizzazione, le conclusioni alle quali giungono gli autori sono: che la gran parte dei DMD oggi in uso non ha dimostrato di favorire i processi di rimielinizzazione in maniera significativa, ma che molecole dotate di tale effetto rappresenterebbero l’ideale complemento dei farmaci già impiegati. Infatti i DMD contrasterebbero l’infiammazione, limitandone intensità ed estensione, e i prodotti in grado di promuovere la rimielinizzazione permetterebbero di recuperare le fibre nervose ricoprendole di un nuovo involucro di mielina. Molecole con questo effetto sono in sviluppo.

Tommaso Sacco

Fonte: CNS Remyelination and the Innate Immune System; Frontiers in Cell & Developmental Biology, 2016; 4(38): 1-8.

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